Vladimir Vladimirovic Majakovskij
(Bagdadi Georgia 1893 - Mosca) - poeta e drammaturgo russo (o sovietico) Vita- Trasferitosi a Mosca dopo la morte del padre nel 1906, continuò nella città gli studi ginnasiali, dopodiché s'iscrisse al partito bolscevico e subì tre arresti. Nel 1913-14 grazie al pittore D.Burljuk, entrò a far parte del gruppo dei futuristi e fece un lunga tournée nella Russia meridionale.
Dopo la rivoluzione d'Ottobre, cui accolse con favore, fu membro IZO (Sezione delle arti figurative del commissariato per l'educazione pubblica). Dal 1919- 1923 lavorò presso la ROSTA (agenzia telegrafica) e in seguito collaborò alla rivista LEF (organo del fronte di sinistra delle arti) in cui scrivevano anche i futuristi, l'avanguardia teatrale, cinematografica (S.Ejzenštejn e D.Vertov), artistica e letteraria (i critici formalisti Ju. Tynjanov e R.Jakobson). Negli anni venti il poeta compì anche numerosi viaggi all'estero tra cui uno negli Stati Uniti. Nel 1928 LEF venne chiusa dopo i continui attacchi portati avanti dalla RAPP l'associazione degli scrittori proletari, di cui M. entrò in seguito a far parte. Il 1930 è l'anno tragico della morte del poeta che si suicidò con un colpo di pistola al cuore (nell'ultimo periodo della sua vita, oltre che diverse delusioni d'amore, cominciarono a sorgere nel poeta dubbi e incertezze sull'esito della rivoluzione, che vennero espressi attraverso soprattutto due opere teatrali La Cimice e il Bagno. In esse M. descrive con crudele ironia e un mondo futuro grigio, impersonale popolato da burocrati gretti e fanatici. Forse il poeta stava accorgendosi tragicamente dell'inevitabile scontro tra il dinamismo rivoluzionario, insito nella poesia e nell'arte, e l'involuzione conservatrice e reazionaria che segue spesso le rivoluzioni storiche La rappresentazione teatrale della commedia il Bagno fu accolto dalla critica con molta ostilità ed ebbe uno scarso successo di pubblico. L'incessante polemica del poeta contro la burocratizzazione della rivoluzione da parte del regime sovietico, lo portarono sempre più all'isolamento e al declino come artista). Opere- La Nuvola in calzoni ( poesia lirica 1915), Mistero buffo (poema teatrale 1918), Vladimir Lénin (poema1925 ), Bene ( poema-documentario sugli eventi della rivoluzione del 1917), La Cimice(1928), Il bagno (1929).
|