Vitaliano Brancati

Nasce a Pachino (Siracusa) nel 1907. Studia a Modica e a Catania, dove si laurea in lettere. E' stimolato dal padre, funzionario di prefettura, scrittore dilettante e fervido sostenitore del fascismo, a rinverdire le tradizioni letterarie di famiglia; collabora con giornali di regime ed esordisce con mediocri testi teatrali, inclini al fanatismo politico e al culto della personalità. ', '

Trasferitosi a Roma nel 1933, diventa redattore capo della rivista "Quadrivio"; si avvicina alle teorie estetiche di Croce e, anche in seguito alla frequentazione di scrittori come Alberto Moravia e Corrado Alvaro, matura una profonda crisi politica. Nel 1934 torna in Sicilia, per fare il professore di lettere negli istituti magistrali; nel 1935 ripudia, bollandoli come stupidaggini, tutti i suoi articoli giornalistici precedenti.
Artisticamente l'autocritica corrisponde alla scoperta del comico, sul modello di Gogol: ne è una prima espressione, intriso di amarezza ancorché stilisticamente imperfetto, il romanzo Gli anni perduti, pubblicato nel 1938 su "Omnibus". L'estro dell'autore si dispiega pienamente in Don Giovanni in Sicilia (1941), il romanzo di successo dove il gallismo il tema dominante, e nel piccolo capolavoro Il vecchio con gli stivali (1944), che mostra l'eccezionale capacità di definire, con una storia individuale, il misero quadro morale e politico di un'epoca.
Alla caduta del regime, Brancati inverte il suo fervore satirico, attribuendo ai vincitori la responsabilità di non riuscire a estirpare le colpe morali del fascismo: tematica ricorrente nelle note redatte per giornali e riviste e raccolte postume nel Diario romano (1961).
Capolavoro del dopoguerra è Il bell'Antonio (1949): come sempre impareggiabile nel tratteggiare con vivacissimi tratti la società medio e piccolo borghese della sua terra, l'autore si distingue anche per pagine di intensa drammaticità. Dalla Sicilia la scena si sposta a Roma con Paolo il caldo (1955), l'incompiuto romanzo di maggior tormento esistenziale. Al pessimismo che lo permea non è estranea la vicenda personale di Brancati, in particolare il fallimento del matrimonio contratto nel 1946 con l'attrice Anna Proclemer. Nel 1954 riaffiora una vecchia malattia. Muore a Torino in quell'anno, dopo un'operazione chirurgica.

 
Vitaliano Brancati

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