La vita di Vincenzo Bellini

Francesco Florimo

Rubini

L'amico Francesco Florimo

Labache

LablacheSul finire dell’anno, presentato dal Florimo, comincia ad essere bene accolto nella casa del magistrato Francesco Saverio Fumaroli, e s’innamora di Maddalena, la sua graziosa figliola.

L’innocente idillio viene scoperto ed avversato dai familiari della ragazza.

Nel 1823 scrive una Sinfonia in mi bemolle a grande orchestra, e si cimenta in altri lavori: la cantata nuziale Ismene, la scena ed aria Quando incise su quel marmo (su testo poetico attribuito alla Fumaroli) ecc. e nel 1824 si dedica alla composizione del suo primo melodramma, Adelson e Salvini, adoperando un libretto di Andrea Leone Tottola, musicato alcuni anni prima da Valentino Fioravanti.

L’anno dopo durante la stagione di Carnevale (compresa tra il giorno seguente il Natale e la quaresima) nel teatrino del San Sebastiano si rappresenta l’Adelson e Salvini con un successo assai lusinghiero.

L'ottimo risultato gli diede il coraggio di avvalersi di un comune amico, il pittore Marsigli, per chiedere al Fumaroli la mano della figlia, ma l’inflessibile don Francesco Saverio gli fa rispondere che non intende concederla ad un povero «suonatore di cembalo».

Il 30 maggio del 1826 va in scena al San Carlo la sua nuova opera Bianca e Gernando, su libretto di Domenico Gilardoni, cantata dalla Lalande, da Rubini e dal Lablache.

L’esito č «felicissimo», e Donizetti, in quei giorni a Napoli, la definisce «produzione bella, bella, bella». Rinnovata la richiesta di sposare Maddalena, riceve un secondo rifiuto.

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