La vita di Vincenzo Bellini

Nicolò Zingarelli - insegnante di composizionePer una settimana circa si sofferma a Messina, presso lo zio. Riprenderà il viaggio il 14, per giunge nella città campana dopo quattro giorni di fortunosa navigazione «con un legno a vela».

È il 29 settembre, dopo una regolare e precedente ammissione alle «scuole esterne», quando inizia a frequentare il Real Collegio di San Sebastiano «a Piazzafranca» cioè gratuitamente. Viene iscritto ad un corso di «partimento», di cui è precettore Giovanni Fumo.

Tra il 1820 e il 1821 inizia gli studi di contrappunto con Giacomo Tritto.

Durante questa fase di apprendimento compone alcune Sinfonie a grande orchestra, una Messa in la minore per soli, coro ed orchestra, un Dixit, un Mottetto, un Credo, un Magnificat, numerosi Tantum ergo cd altri brani di musica sacra.

Compone inoltre la deliziosa aria Dolente immagine di Fille mia, su versi di don Giulio Genoino.

bellinia.jpg (20954 byte)Ascoltando le lezioni del celebre Nicolò Zingarelli, il giovane Vincenzo si mostra desideroso di diventare suo allievo.

Tale aspirazione è ben presto appagata. Il Tritto, divenuto infermo, è costretto a interrompere la sua attività di docente.

Nel frattempo si consolida sempre più la sua amicizia col calabrese Francesco Florimo, compagno di collegio e suo futuro biografo (Bellini, Memorie e lettere, Firenze 1882).

L’anno successivo prosegue la preparazione sotto la guida dello Zingarelli, che ritrova in lui la genialità di altri suoi allievi prediletti, come Manfroce (morto giovanissimo, che fu poi definito «il Bellini calabrese») e Mercadante.

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