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VINCENZO
BELLINI
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La notte tra il 2 ed il 3 novembre del 1801 nasce a Catania Vincenzo
Bellini, primo di sette figli, da Rosario, apprezzato maestro di cappella, e da Agata
Ferlito, i quali, dal 17 gennaio 1801, giorno del loro matrimonio, abitano in un modesto
appartamento del palazzo Gravina-Cruyllas.
Viene battezzato il 4 novembre nella vicina Chiesa di S.
Francesco Borgia, retta dai padri Gesuiti, e gli vengono imposti i nomi di Vincenzo
Salvatore Carmelo Francesco.
Fin dai primi anni di vita lascia intendere «qual
anima armonica in quel picciol vaghissimo corpo» sia racchiusa.
A tal riguardo in un famoso manoscritto anonimo, che tratta
della sua vita e delle sue opere, si legge:
«Nelletà di diciotto mesi, apprese unaria
del Maestro Fioravante (sic) che la cantava graziosamente accompagnata dal padre...».
La sua educazione scolastica viene affidata ad alcuni
religiosi: tra questi vi è il canonico Innocenzo Fulci, che, presumibilmente in questi
tre anni, gli insegna italiano, francese e «retorica».
Nel 1807, secondo alcuni biografi, avrebbe composto un
pezzo di musica da chiesa: Gallus cantavit, dal Vangelo. Verosimilmente questo brano
risale ad altro periodo.
Nel 1810 compone un Tantum ergo per quattro voci ed
orchestra, ed una Messa, eseguita nella Chiesa di San Biagio per lottava del
Corpus Domini, mentre tre anni dopo, su testo di Mario Politi, fratello di Maria sua prima
passioncella amorosa, scrive le note della canzoncina La farfalletta, pubblicata
poi nel 1845.
segue
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