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Nel 1932 lavvocato Vincenzo Ricca pubblica a Catania il volume
Vincenzo Bellini. Impressioni e ricordi, nel quale riporta, a testimonianza irrefutabile
di tale passione, una lettera del giovane musicista alla giovinetta, lettera che come
altre del volume, egli avrebbe copiato dagli originali posseduti da Carmelo Bellini,
fratello del Cigno e suo maestro di musica nelladolescenza. Purtroppo tali originali
sono andati perduti, sempre secondo il Ricca, dopo la morte di Carmelo Bellini.
Nella presunta lettera così si esprimerebbe il sedicenne
Bellini:
Carissima Maria, non ho potuto chiudere un occhio
questa notte pensando al grande dolore che ti ha arrecato laccidentale caduta di
ieri nel cortile di casa tua, facendoti slogare un braccio
(cancellato). Ma donna
Mena che è venuta a vederti questa mattina mi ha consolato, rapportandomi
(cancellato) che
Tu non puoi credere, amatissima Maria, in quale ansia angosciosa io
sia stato questa notte, con la mente sempre rivolta a te ....
Le
notizie dellHolst vengono riprese e approfondite da Guglielmo Policastro nel suo
Vincenzo Bellini (1801-1819) pubblicato nel 1935 a Catania.
Il Policastro dimostra, documenti alla mano, che in quellepoca esisteva realmente a
Catania un notaio Don Gaetano Politi, che esercitò la professione dal 1794 al 1810. Il
padre di Vincenzo Bellini dava lezioni di musica a Marietta e, sempre secondo il
Policastro, è molto probabile che accompagnandosi al genitore in casa della fanciulla
spesso, si sarà accesso damore per lei.
Policastro accertò pure che la famiglia Bellini dopo il 1816, dalla casa di largo S.
Francesco (casa natale del Cigno e oggi sede del locale Museo Civico Belliniano) si
trasferì in una abitazione di via S. Agostino, poco distante dalla casa di proprietà di
Don Gaetano Politi, di cui laccorto storico catanese riporta nel volume la
fotografia, e che oggi corrisponde alledificio di via Politi 21.
Leggende? Coincidenze? Certo è che la famiglia Politi così come Maria Anna Politi sono
realmente esistiti così come è storicamente accertato che i Bellini abitavano a poche
decine di metri dai Politi e che il padre di Vincenzo dava lezioni di musica alla
giovinetta.
Noi concordiamo con il Policastro e presumiamo che se non un grande amore, una
passioncella realmente ci fu, forse la prima cotta del futuro creatore di Norma.
Giovanni Pasqualino
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