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PRIME SCINTILLE DI VINCENZO
BELLINI
Amatissima Maria, in quale ansia angosciosa io sia stato questa notte, con
la mente sempre rivolta a te...

Giovanni Pasqualino
Dellamore di Vincenzo Bellini
per la conterranea Marianna Politi non restano testimonianze dirette. Il periodo trascorso
a Catania dal musicista, tra la nascita avvenuta il 3 novembre 1801 e la partenza per il
Real Collegio S. Sebastiano di Napoli nel giugno 1819, resta per i biografi la zona più
oscura della sua breve vita, anche perché non restano lettere, biglietti o varie altre
testimonianze scritte dellancora giovane e poco noto compositore. Vari sono stati
gli studiosi e i curiosi che si sono occupati nel tempo di questo giovanile amore di
Vincenzo: Agostino Gallo, Hans Peter Holst, Vincenzo Ricca e Guglielmo Policastro.
Nel volume lOlivuzza pubblicato nel 1846 a Palermo in
ricordo del soggiorno della corte imperiale russa, è inserito il racconto Prime scintille
del genio di Vincenzo Bellini di Catania, dovuto allamico del compositore Agostino
Gallo.
Tale racconto descrive questa acerba passione del musicista
per ladolescente Maria Anna Politi, figlia del notaio catanese Don Gaetano Politi.
Hans Peter Holst pubblicò a Copenaghen nel 1853 le
Sicilianiske Skitze og novellen nelle quali è contenuto il racconto LAmante di
Bellini.
Il letterato danese aveva compiuto un viaggio in Italia e
in Sicilia intorno al 1842, e a Catania era stato effettivamente ospite dellabate
Francesco Ferrara, insigne geologo e allepoca insegnante presso la locale
università.
LHolst narra dellamore giovanile per tale donna
Ismena identificata appunto con Maria Anna Politi, figlia del notaio don Gaetano Politi,
ed evidenzia che fu proprio labate Ferrara, il quale era stato anche precettore
della ragazza, a raccontargli la storia della simpatia fra i due adolescenti.
È certo che lHolst non poteva inventare luoghi,
fatti e personaggi che invece sono in gran parte confermati da puntuali riscontri storici.
segue
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