Giulio Monteverde

(Bistagno, Alessandria, 1837 - Roma 1917)

 

Nacque a Bistagno l'8 Ottobre 1837, da Vittorio, bracciante proveniente da Casale e da Teresa Rondanino Di Acqui Terme. Trascorre la sua infanzia tra Acqui e Casale Monferrato, dove imparerà i primi rudimenti dell'arte di intagliatore in legno presso il Merletti. In questo periodo produce le prime opere: crocifissi intagliati e teste di serafini, alcune delle quali si possono ammirare ancora oggi nel portale maggiore della chiesa di S. Francesco in Acqui e di S. Secondo in Asti.

Spostatosi giovanissimo, da Casale, dove lavorava presso la bottega del padre di Leonardo Bistolfi, altro futuro celebre scultore piemontese, si trasferisce a Genova. Tra il 1857 e il 1859 opera con il Bottaro e con il mobiliere Giacinto Grosso.

Nel 1859, pur continuando a lavorare d'intaglio, frequenta i corsi dell'Accademia Linguistica di Belle Arti e, nei quattro anni che dura il corso, ottiene ambiti premi e riconoscimenti fino a vincere il Pensionato per l'Accademia di S. Luca in Roma.
Il periodo romano è tra i più drammatici e fecondi della sua vita di scultore.

La famiglia cresce, i bisogni aumentano, rasenta l'indigenza. Poi, finalmente, nel 1867, viene notato dal re del Wurtemberg, Guglielmo che gli acquista un'opera creata poco tempo prima: il gruppo dei "Bambini che giocano con il gatto". Esposto a Monaco di Baviera, il gruppo segna l'inizio della sua fama di scultore.

Formatosi alla scuola di Varni, di cui colse il moderato naturalismo, nel 1865, grazie all'assegnazione del Pensionato Durazzo, poté completare la sua formazione a Roma.

Il soggiorno nella capitale gli permise di comprendere meglio le vicende della scultura contemporanea e di liberarsi dai residui classicisti. Iniziò allora a guardare con interesse al realismo sintetico di Vela.

Successivamente Monteverde entrò in stretto contatto con Giovanni Costa e con la cerchia dei simbolisti romani, attraverso i quali cominciava in quegli anni a trovare diffusione in Italia la "cultura del mistero" dei Preraffaelliti inglesi. ne di queste immagini in Europa e nei paesi dell'America Latina.

Con il "Colombo giovinetto" (1870), con il "Genio di Franklin" (1871) e, soprattutto, con il "Jenner" (1873) la gloria di Monteverde è fatta e il suo nome varca gli oceani.

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