DOMENICO BARBAJA

impresario dal 1809 al 1834

domenicobarbaja.jpg (4501 byte)Domenico Barbaja, il famoso personaggio, che da gestore dei giochi d'azzardo nel foyer della Scala di Milano, s'era trasformato in impresario e talent-scout dal fiuto infallibile, giocando sempre un ruolo decisivi alla crescita e alla consacrazione definitiva dei più grandi musicisti e dei più famosi cantanti. Barbaja, senza indecisioni di sorta, scritturò Bellini per la Scala.

Vincenzo giunse a Milano il 25 aprile 1827, qui strinse immediatamente amicizia con Felice Romani al quale affidò in seguito i libretti delle sue opere, esclusa l'ultima. Bellini esordì trionfalmente alla Scala il 27 ottobre di quell'anno con l'opera Il pirata.

L'enorme successo artistico si intersecò con quello mondano e nel volgere di breve tempo il compositore divenne un personaggio alla moda, ospite più che gradito dei salotti dei Belgioioso, dei Barbò e dei Litta-Bolognini.

Il successo scaligero si ribaltò del tutto a Genova, dove Bellini fu invitato a comporre un'opera per l'inaugurazione del Carlo Felice.

Il compositore con quel tanto di risaputa e smaliziata pigrizia meridionale, ripropose ai genovesi Bianca e Fernando, parzialmente rielaborata con l'aggiunta di quattro nuovi brani.

Fu a Genova che fiorì la sua grande passione per Giuditta Cantù, maritata Turina.

Con la Turina, convalescente da un male insorto a Genova, Bellini si trasferì in Brianza, dove l'esaltazione del rapporto amoroso e la suggestione dei luoghi riposanti e suggestivi gli consentirono di dedicarsi con la giusta tranquillità alla composizione della seconda opera dedicata alla Scala: La straniera.

L'opera andò in scena il 14 febbraio 1829 rinnovando il successo del Pirata, grazie anche alla straordinaria interpretazione della Meric Lalande.

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