Vincenzo Consolo

 

Nato nel 1933 a Sant' Agata di Militello (Messina), laureato in giurisprudenza, esordisce nel 1963 nella narrativa con La ferita dell'aprile, romanzo autobiografico in cui ricorrono l'infanzia, il paesaggio messinese, gli anni del collegio. Dal 1968 vive e lavora a Milano. E' per qualche tempo, prima di dedicarsi interamente all'attività di scrittore, consulente della casa editrice Einaudi.

Collabora a programmi e pubblicazioni della RAI. Ottiene il successo con Il sorriso dell'ignoto marinaio (1976), che si ispira storicamente, basandosi su un apparato di documenti d'archivio, a congiure antiborboniche avvenute in Sicilia nel periodo immediatamente antecedente l'impresa dei Mille. Il romanzo si inserisce nella tradizione della narrativa regionalistica trasfigurata dai simboli e dall'allegoria.

 

Molto originale, vero e proprio laboratorio linguistico, appare la ricerca espressiva: una prosa frammista a poesia, ora barocca ora sperimentale, impasto di lingua letteraria e dialetto su vari registri stilistici. Dopo la favola teatrale Lunaria (1985), pubblica nel 1897 Retablo, ancora un romanzo di ambientazione storica, che ha per protagonista un gentiluomo milanese, in fuga dal mal d'amore e dalla cieca e dolente attualità della storia, e alla scoperta della Sicilia settecentesca.

 

Ambientati nell'isola, ma con un impegno civile che riporta all'attualità, sono i racconti e le prose memorialistiche di Le pietre di Pantalica (1988): alle illusioni del dopoguerra fa seguito lo sdegno, l'amarezza, il senso di sconfitta per il riconsolidarsi di secolari poteri, per un'immobilità dominata dalla mafia, a cui si accompagna un generale sfacelo ecologico e culturale.
Nel 1992 Consolo vince il premio Strega con Nottetempo casa per casa (1992), romanzo di uno scrittore alla ricerca delle proprie radici nella Sicilia degli anni Venti, fra Cefalù e Palermo.

 
Vincenzo Consolo

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