20 marzo 2003a Sala de Curtis Catania

 

Se nella vita culturale di una città, dovessero segnarsi in ideale taccuino i momenti più validi e salienti ove il nucleo della nascosta anima risplende, la serata del 20 marzo 2003, nei locali del Teatro Sala "De Curtis", avrebbe il rilievo che ha meritato, si può affermare, 'sul campo'.

Col titolo di "Versi di ...Versi la Poesia dell'Eros, si è infatti allestito uno spettacolo di teatro e poesia il quale, inframmezzando versi di autori classici (Aristofane, Teocrito, Saffo e Catullo), ha mostrato al numeroso pubblico convenuto il rinnovato, ignifero volto poetico di Vera Ambra, ideatrice della serata, nota artista ed anima dell'Associazione culturale "Akkuaria", che si esprime attraverso il maremagnum di Internet (sito: akkuaria.com).
L'occasione fu anche propizia per la presentazione dell'ultima creazione poetica di Vera Ambra, la raccolta "Pegaseium nectar". V'ha da notare la assoluta peculiarità di un incontro ove alle atmosfere parigine anni '20, al 'vizio' palpabile di quell'erotismo raffinato e sensuale che è il nettare de' veri romantici, fece da corona la lettura dell'attore Salvatore Cosentino, in arte Sally, il quale (col supporto dei costumi di Umberto di Baviera) con garbo e precisione richiamò l'attenzione dell'uditorio, in forme modulate e cromatiche. In un angolo, ben visibile, il pittore S. Barbagallo nel contempo esprimeva co' pennelli le emozioni trasognate della serata, quasi 'psico-arte'.
E tuttavia la presenza di Vera Ambra, la quale mostrando insospettate doti recitative, lesse brani di sue composizioni, fu il filo conduttore dell'incontro: donna già nota per l'inclinazione preponderante verso la ricerca di quel sentimento che è Verità, verso la perfezione della bellezza, la ri-scoprimmo qual fenice risorta più bella dal rogo, in contesti difficili e arditi, che seppe dominare arditamente con la perizia del navigante avvezzo alle brume nere del vasto oceano, e la sottigliezza di un animo che lo scorrere della polvere nella clessidra ha vieppiù affinato, perfezionandolo.
Armonia sparse dunque l'incontro su la poesia dell'eros: senza dimenticare quella discrezione la quale non fece difetto, come spesso accade in questi casi.
Sicchè si può formulare l'auspicio che questa città, in parte notevole corrosa dal decadimento e sorda a' richiami della Musa, non veda i figli disciogliere le catene verso altri accoglienti lidi: ma che foglie anche qui si spargano, mentre Luce rimane. Così Vera Ambra (da "Pegaseium nectar"): "Sazia la mia sete e la mia fame si sazierà di te nel regno eterno dell'infinito dove con questo corpo domo il cuore nell'estasi e per tutti i giorni che verranno posso solo offrirti l'olocausto del mio tormento".

 

Francesco Giordano

 

 
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