Questa è una raccolta inedita scritta tra la fine degli anni ottanta e i primi degli anni novanta. Un momento particolare della mia vita in cui talune ferme decisione capovolsero la mia vita provocando un cambiamento repentino e questi versi ne segnano fortemente il passaggio.
Vera Ambra
 

 

 


LO SPECCHIO DELLA VITA

Come un falco si specchia
la vita tra bambini
abbandonati sui marciapiedi.

Si specchia sui volti che
nascondono fame
e guardano inermi
il muovere pietoso d'una mano
che forse non stenderà quella
misera moneta che potrà acquietare
la fame d'una giornata.

Dio s'è ripreso i colori delle città
piegate da compiacenza distruttiva
nell'universo di voci alienate
da chi regala sogni intersecati
tra piazze e bancarelle di frutta.

È su case di cartone che s'amalgama
come un boccone la piccola gente:
semplici disperati in cerca di lavoro.

Si specchia sulla vita che muore
senza abbassare la fronte.
Su chi feconda la violenza
Su chi neppure tenta.
Su chi vive senza vedere
Su chi si riproduce
consumando se stesso.
L'apocalisse non è forse questa?

È l'ora che neanche il buio
può promettere ombra.

*

Verrà il freddo
anche adesso
Verrà dall'orlo
della fessura
e scivolando piano
dilanierà
il lacerante
dolore dell'occhio
nudo - dischiuso -

verrà dalla duna
       infuocata
dal mare di sale
dalla ghirlanda
fiorita
dal pensiero volato
dal piede lesto
dal dito teso

Verrà freddo
come un'ombra
la buia notte
sull'emisfero biondo
e la stella di mare
dal fianco rosa
e l'occhio nero
con la rossarancia luna
             scioglierà
le trecce al sole
Un soffio di pensiero
guscio di rosa
Un muto gioco d'essere
spezza respiri
nella bocca chiusa
Nessun sogno sogna
nell'aspra voce

*

Dillo ancora
con la tua voce
che una mano
che non è più mano
è una mano lasciata andare
adesso a sbottonare
        il vento
col suo mal di testa

Parole piccole pieghe
svanite nella libera
distesa come nuvola
senza pioggia
come vita che torna

Parole come traccia
di gesso sul muro
come strati di cellule
sul corpo umano

Esiste il vuoto
imbavagliato di bugie
e tu scrolli le spalle
all'infuori della tua vita
come se la forza fosse fuoco

E l'insieme di vuoto
dissolto
nel silenzio occupato
dallo strato di polvere
            disperso

Una mano può essere palmo
ma anche pugno

*

All'ultima vittima della mafia

Parole custodite
nell'ombra scordata
l'aria pregna di benzina
t'accompagnava pellegrino
ora rigido e disseccato
dal ritmo quotidiano
Eri fermo ai semafori
cinti d'auto quando
portavi il pane a casa
e chiodi
per appendere quadri

Adesso s'annaffia di muschio
la tua nuova casa
dispersa di pace e croci
costruita in una notte
con la soglia d'ardesia

Le ipotesi molteplici
ti cataloga:
"l'ultima vittima"
esacrata di sgomento
nel disegno
dell'incomprensibile

L'omertà non entrerà mai
col vento del silenzio
e attraverso l'acqua
si genererà nella terra
un nuovo cuore di cartapesta
esaltando il primo battito
per l'oblio degli anni a venire

E quando le tristi memorie
arriveranno da lontano
saranno già rifuggi
di cassonetti
dell'immondizia

*
TACI
Cadente colosso
macchiato di porpora
opulenza fastosa
nella castagna
corrosa
apri la sazia bocca
per stuzzicare i denti
e in silenzio
taci
il grido ribelle 
*

ANCORA UNA DOMANDA

Un preludio al gesto
ordina di fermare
la pistola sul tavolo
che invita a sparare
Intanto perdiamo sangue
mentre giocano
al rialzo
No! Agli avvoltoi
che beccano il cuore
distillando saggezze

Stampiamolo sulla mano
il suggellare degli accordi
nei simboli comuni
- Scusi... ancora una domanda -

Sì? Stai attento a parlare
nell'epoca assassina
una capsula di cianuro
che diritti umani
La sovranità legale
scolpata dei suoi delitti
è consapevole dei rischi
L'ulcera legale
non vince niente
meglio morire
col cartellino
del prezzo in mano
tanto... c'è sempre da pagare

*

VECCHIE ALLEANZE

Discutono tra urne aperte
i decantati rinvii
e votano bianco
trattative all'avvio
sost'astenuti dal voto

Rappresentiamo
il collocare espresso
assemblee alla porta
porta scandali
alla grande opera
moralizziamo
il corretto malcostume


*

In preda alla vergogna
ogni cosa pesa
sulla bilancia
forgiamo i legami
e gli interessi reali
il palazzo dei divertimenti
accoglie gli industriali
Ecco ...c'è
"un caso d'inflazione"
abili intascatori
chiedete soltanto
trenta denari?

Fai come ti chiedono
per ammazzare
il primo figlio di puttana

*


Fedele come un cane
la vita è breve
ad aspettare
il suo padrone

È o non è
la teoria del bicchiere?

Manipolazione
insegnata
dal prestigiatore

La vita è l'apparenza
di ci che sa creare
l'illusione di mago
dentro un cilindro
a cappello

*

L'annidato veleno
sperona rocce
Pensieri
Gesti
Parole
amore

La tigre s'è ripresa la virtù
e tu serpe
se nata per strisciare

*


Il rombo del motore
turbò la luce rossa
prima era diventata
verde

Ora parlano
nella tranquilla
attesa d'un corpo

Ma è malato?
Somministriamo sedativi
nelle barelle addormentate

come cassette di frutta
o di pesce scatolato


*

Aborti terapeutici
fra computer 
fornelli
e risparmi speciali

Una volta
ci si sposava a maggio
prima che il sipario
della vita s'alzasse
ogni mattina
sul post-femminismo
carellato di righe
tra pagine di giornale

*


Rinchiusi
Interrogati
Torturati
La macchina del potere
è solo un trucco
per mascherare
un ciclo senza fine

 

*

Nel tempio guardiano
spiccano le insegne
come emblemi colorati
per togliere di tasca
i portafogli
equalizzatevi
fratelli inebriati
a catturare
l'attimo lesto
nell'occhio di tigre
pronta a sbranare

*

Abbandona povero soldato
la tua battaglia alla vita
e le briglia in mano
il cavallo se ne andato
lasciandoti sbandato
Il tempo stringe
e tu perdi i giorni
spazzolando i i capelli

Trattieni il fiato
mentre rispetti
il tuo autodisprezzo

 

*

Perché aspettare
fate scorrere
la lampo dai pantaloni
potreste passare
per ipocriti eloquenti

Gruppi di parteggiatori
ci sarà censura
nella conferenza mondiale?

*

Aizzano tendenze
i telegiornali della sera
sbriciolando la vita
a milioni di persone
mentre cordoni di polizia
aspettano a gambe aperte
e a bocca chiusa
È stupido fingere
ci vuole poco
a fabbricare
un voto scartato

*

La mano dello spaccone
paga l'aguzzino
appollaiato paziente
mentre impara
a fiutare il vento
nel mondo orai diviso
nella città dei vivi
tra i paese dei morti
Al centro l'est
ripete i dittatori
dalle lunghe braccia
che come profanatori
sporcano la polvere
dei resti saccheggiati


*

Spaventapasseri
alle nuove generazioni
meglio condurre
una doppia vita?
Una coperta
indispensabile
giura fedeltà
ma solo fardelli
riesci a programmare

*

La classe dominante
a bordo di grosse barche
esige il diritto
d'essere servita
con grande obbedienza
ma dietro facciata
imperscrutabile
nascondo
il controlli dei nervi

*

Sogni di gente ricca
che non sa sognare
Sogni di povera gente
che sa solo pensare
Sogni minuscoli
d'apolidi senza speranza
visibile è la sventura
che canta sofferente
nella lacrima accaldata
La realtà si culla
tra il possesso
e la convenzione
mentre è nel regno
quel "gigante"
che sconvolge
ogni illusione

*

L'esistere claudicante
non canta l'omelia
quando la vita
dura solo un giorno


Vibra la scheggia umana
al povero Ulisse
privo di speranza
saturo d'onori
tocca
la corda tesa
sulla bara

*

SILENZIO

Oscuri il mondo
con le pezze
del tuo silenzio

La Notte
è passeggera
effimero compagno

E nascerà LA LUCE
dove adesso
dorme la luna

Come
goccia ballerina
la forza di tigre
sarà sulla mano
che strappò
il cuore.
 

Questa è una raccolta inedita sc