*
A testa in giù nell’abitudine
Vuoi darmi l’esatta dimensione di ciò
che noi due abbiamo perso di vista:
cioè noi due!
Come ti ho detto a volte
- per le nostre certezze –
diamo le cose per scontato:
è scontato il tuo e il mio affetto.
È scontata la nostra intesa,
l'armonia ed anche tutto il resto.
Ed è questo dare "per scontato"
che s’iniziano a trascurare
quelle piccole abitudini
o piccoli gesti che sono state
le pietre miliari della nostra unione
e che non ci fanno poi rendere conto
che noi stessi stiamo per cadere
- o lo siamo già -
a testa in giù nell’abitudine
di un qualcosa che ormai ci appartiene.
Io so per certo che nel momento
in cui «non sei la mia poesia»
io perdo «la mia poesia»
e se non me ne rendo conto
di ciò che accade so che ti ho già perso.
Se apro le mie mani
voglio sentire il fluire delle mie emozioni
e voglio pensarti
così come ti ho pensato
quel primo giorno in cui
l’emozione della tua voce
ruppe il silenzio
che da troppo tempo
regnava nel mio cuore.
Non posso farci nulla
se a volte avverto una forza
nell’allucinazione misteriosa
dei pensieri, quasi che respirassi
la stessa miseria e le stesse sciagure
che appaiono nella proiezione
di un qualcosa che si presenta
come una scala buia in cui discendo
e non vedo nessuna luce in basso.
Noi che ci siamo fatti partecipi
l’un l’altro della nostra vita
e dei nostri sogni di bimbi mai cresciuti
eppure tu sei stato l’unico
a cui ho detto le mie apprensioni e le mie
paure.
Eppur io che ho tanto sopportato
le angherie e le amarezze della vita
adesso mi ritrovo così mal disposta
a sopportare l’assenza di te.
*
Gioie sul tuo ventre ho raccolto
in quella note di strega vicino al mare
e ti circondai dalle mie mani
che ti guardavano e tu sorridevi
*
T'avevo sfiorato in punta di dita
era la stessa felicità su quel letto
ad aspettarmi e tu mi tendevi le braccia
Il mare era specchio di te stesso e noi due
specchi della medesima acqua
e l'aria stessa mi faceva spazio su di te
quando t'avvicinavi ai miei occhi luccicandi
prima che la tua voce giungeva all'orecchio
*
Vestita di luna
l'immersa preghiera
povera anima assetata
Tra cima di roccia
ai piedi il mondo
gracidante di mortali
*
Omaggio a ricordi di lenzuoli disfatti'
Lo sai che io sono parte integrante di quel mare
incerto
la cui onda sempre agitata non conosce pace
eppure vorrei sentirmi prigioniera nel tuo più
tenero sorriso.
Vorrei essere quella tazza in cui le tue labbra
potranno sempre bere l’offerta del mio più
profondo affetto
eppure noi altro non siamo che amanti, terribili
amanti, amanti segreti e silenziosi.
Amanti! Amanti! dove sono i nostri pari?
Noi siano figli di quella notte che odia il sole
e la sua luce...
felici e dispersi e ognuno a dormire nel proprio
letto:
un omaggio a ricordi di lenzuoli disfatti
*
L'attesa
Tutto l'infinito si calma
e nella calma aspetto
che un batticuore
mi dia il segno.
*
Casca la goccia
che danza con l'acqua.
E scende l'aria
che canta
senza fiato.
Appare l'alba.
*
È giorno e s'addormenta la luna
e mentre il baco già fila la seta
Io divoro il pane
e metto i fiori
su fili d'erba.
So che presto la speranza
imboccherà una nuova strada
E così io canterò
alla mia stella ingrata
di farmi incontrare
un guerriero sfinito che
a fatica stringe
la spada con le sue dita.
*
Vestita di Luna
l'immersa preghiera
povera anima assetata
Tra cima di roccia
ai piedi il mondo
gracidante di mortali
*
Montagne d'oro
turbano la mente
Spunta piano
l'alba cibata
di trasparenti raggi
S'annebbia il cervello
e al bacio del sole
la conchiglia si placa
*
Mostravi la faccia
a spasso tra viali
di fittissime stelle
eri solitaria luna
e mela morsicata
*
Nella notte vagavo
raccogliendo
luci di seta
e trovai
nella strada
del ritorno
la stessa gioia d'un bimbo
a cui è stato regalano un giocattolo
*
La dolcezza della sera
accarezza i volti
Una sola lampada
accesa nella stanza
ad illuminare
gli occhi
*
Nel mare dei pensieri
ero fragile barca
un sottile appiglio
ormai stanco di lotta
Al largo dell'immenso
anche i più forti
crollano
*
La chiara coerenza
è parte di risposta
che ferisce piano
il vecchio rudere
provato dal tempo
*
La vita in giuoco
sotto il divano
sopravvissuto
all'unghia del gatto
Un cuscino
buttato per terra
sotto il cielo di stelle
Era estate
Mia madre diceva:
"non prendere mai caramelle
dagli sconosciuti"
Imparai la diffidenza
e ...niente caramelle
neanche dai conosciuti
Con la banda degli onesti
hai cucito vestiti
tutta una vita
E tu mamma
hai mai giocato
con la tua bambina?
*
Un giorno mi lasciasti
erede d'una immensa ricchezza:
la verità della vita
e adesso sarò io
a raccontarti di un cammino
iniziato nella ricerca disperata
dell'essenzialità
Adesso - e solo oggi - posso dirti
che tra il rincorrere
dei pensieri ed affanni
mi sono fermata un momento
e nel rivolgere lo sguardo al mondo
mi sono chiesta: "chi sono?"
cellula viva dell'universo
che vive per continuare l'Essere
Esistenza... cos'è mai?
Solo la forza che trovo dentro
è quella che dagli altri
ti distingue
per farti sentire grande
Adesso so che l'amore
è l'unica ricchezza
che ho dentro
e né oggi e neppure ieri
ho mai trovato
un cuore più grande del mio
Io canto alla vita
al sole e alle lune
canto alle mie notti inquiete
al silenzio delle stelle
agli incanti dei tramonti
Canto ai miei occhi
che hanno visto il mondo
e che hanno pianti davanti
all'innocenza di un bambino
e nell'incauta carezza
per quelli che si disperano
per chi non sa apprezzare
Le mie mani hanno saputo
lenire grandi dolori
e le mie parole hanno portato
grandi conforti
in quella gioia grande
di dare e ricevere
incomparabili emozioni
*
Andare avanti
nella corsa della vita
senza sentirne la stanchezza
se tutto ha un significato
ed io so che attraverso chi amo
non morirò mai
in ognuno lascerò il segno
del mio vissuto
*
Darò sempre il meglio di me stessa
perché solo la gioia di dare
potrà riempirmi il cuore
e perché nei momenti di sconforto
troverò una mano pronta
a raccogliere i miei pensieri
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