...d'Acqua
è il tuo nome
Per la seconda
volta, nel giro di pochi mesi, siamo tornati a Venezia, nella
magica Venezia, nella misteriosa Venezia che con le sue Calli e i suoi
misteriosi anfratti, è sempre capace di donare mille emozioni a chi si
inoltra per i i suoi stretti dedali.
Ed è di emozioni che qui si è parlato,
sopratutto delle mie, così profonde e radicate fin prima della mia
nascita in questa città da un motivo ben preciso: a Venezia mio
padre Ambra Emilio ebbe la sua più disperata e incisa avventura: la guerra e lo sbandamento
dell'8 settembre... Ma a Venezia ebbe il suo primo amore, quello che
per tutti i santi giorni della sua esistenza lo
accompagnò per mano e che - prima di rendere l'anima a Dio - lo consegno sotto
forma di cinque quaderni scritti con mano tremolante, mentre la sua
malattia lo divorava senza pietà.
Ci sono voluti dieci anni prima che la
sua storia si adagiasse per sempre tra le pagine di un libro... e c'è voluto Franco Zarpellon,
scrittore veneziano, che nel raccogliere il
mio desiderio di consegnare una copia del libro alla Laguna, ha
messo le basi affinché questa stessa emozione fosse condivisa anche con
tutti i poeti e narratori che hanno contribuito alla realizzazione
dell'antologia "...d'Acqua è il tuo nome omaggio a Venezia".
La prima
vera e forte emozione è avvenuta il
18 giugno 2008,
quando siamo stati ospitati
nella rassegna letteraria che si tiene
a Villa Settembrini a Mestre e la
seconda il 13 gennaio 2009.
Questa volta è stato diverso...
questa volta ho avuto la forte percezione che l'anima di mio padre si
trova in questa città. Anche lui è stato presente alla nostra iniziativa
del Bistrot e sorridendo mi stava accanto mentre raccontavo del suo
"amore perduto e ritrovato dopo quarant'anni". Chi era presente ha avvertito
sulla propria pelle come le ali dell'amore quando sfiorano il cuore di
un innamorato, l'amore dura per sempre, dura oltre la vita terrena.
L'amore ancora una volta
ha vinto!
L'unico dispiacere l'assenza di tre cari amici
Erberto Accinni, Karina
Andrea Olivera e Sergio De Angelis, che il mal tempo e i rigori
dell'inverno li hanno tenuti lontano da Venezia.
Venezia è un
luogo che ispira la poesia una dolce malinconia, quella dolcezza che
prende i toni delicati dei riflessi dell'acqua che la circonda. Ed è la
Venezia dei veneziani quella poesia che è stata protagonista del nostro
incontro iniziato con i versi di Marco Vidal, poeta veneziano.
Ancora una
volta Akkuaria hanno intessuto con un fil rouge una nuova trama di
questo
magnifico tessuto di Autori che sono sparsi nelle più svariate parti
d'Italia.
Un
grazie particolare ad
Antonella Scaramuzza,
gran protagonista nell'antologia ...d'Acqua è il tuo nome attraverso le
sue pagine spiccano le sue belle foto che raccolgo momenti di vita
quotidiana e angoli nascosti di una città che si vela davanti agli occhi
di tutti. Antonella Scaramuzza è anche autrice del libro Danzano tra noi
pensieri, una corposa raccolta di poesie che
attraversano il suo universo interiore.
In
questa occasione, nell'apprezzare vivamente il calore e la squisita
accoglienza del delizioso Bistrot de Venise ho avuto il piacere
di presentare le nuove Autrici di Akkuaria: Dubravka Silvia Cikron
Corbellini che ha lasciato la sua fredda Udine per presentare la sua
ultima fatica letteraria “7
prove per Clarence”. Lei per la maggior parte scrive favole per
bambini. Il libro pubblicato con Akkuaria invece sono favole per adulti.
Lei ritiene che la fiaba sia uno degli strumenti educativi ideali per
bambini, perché attraverso la lettura incontrano personaggi e messaggi
positivi e perché l’arte in ogni caso non conosce confini né limiti
e
può contribuire in modo efficace all’affratellamento dei popoli.
E' la volta di Katia Amadio, una scrittrice padovana che fin dal
1987 ha pubblicato libri e composto diversi romanzi e alcune
sceneggiature per il cinema, riscuotendo diversi riconoscimenti e premi
in concorsi nazionali di narrativa. La
verità è quella che non vuoi vedere è un romanzo decisamente interessante, a metà tra il gioco
letterario e la narrazione fantastica.
Un romanzo che si dipana quasi
come un on-the-road onirico, dove, ad ogni colpo di scena, l’apparente
concretezza del mondo in cui vivono i due protagonisti si sgretola,
lasciando scorgere imperscrutabili squarci d’abisso.
Le
Autrici di Akkuaria si susseguono una dietro l'altra ed è il turno della
bellaolleccese
Ilaria Ferramosca.
Ilaria
è sicura è disinvolta. Laureata in giurisprudenza, è consulente nella
selezione e gestione delle Risorse Umane, formatrice in Programmazione
Neuro Linguistica.
Con lei è presente il simpaticissimo Lele Vianello, Autore
dell'opera pubblicata in copertina, mentre la prefazione e curata dal
noto scrittore
Andrea G. Pinketts.
Il libro di racconti
Sindromi e
altri fatti d’inchiostro presto sarà presentato a Milano dallo
stesso Pinketts e come lui stesso afferma "Quando leggerete i
terribili, intriganti, coraggiosi racconti di Ilaria preparatevi al
peggio che è quello che uno scrittore onesto vi può dare".

A concludere la
carrellata delle Autrici di Akkuaria è
Francesca Chiarelli
autrice del
testo
Vivere in Messico.
Il libro narra, quasi in forma diaristica,
le sue esperienze di vita vissuta in Messico e riporta al lettore la
visione di un mondo che ha i suoi ritmi, i suoi tempo, le sue abitudini
e spesso confronta questo modo di vivere con quello della città in cui
vive.
Uno strano legame il suo che ha unito il Messico all’Italia e
viceversa, portando alla luce curiosità ed esperienze diverse.
Ancora una
volta, a presentare i racconti di
Franco Zarpellon,
sono le bravissime ragazze del gruppo
Teatro in Folle,
una
compagnia veneziana nata nel 2006 e formata da un gruppo di
studentesse liceali appassionate di teatro. Il progetto di queste
ragazze, è proporre spettacoli originali, riscoprendo uno stile che si
ispira a vari generi, dalla commedia dell’arte all’eclettico Ionesco,
dall’inimitabile Beckett all’immortale Shakespeare, sviluppando anche
idee innovative. In primavera il gruppo ha accompagnato, con
rappresentazioni di alcuni corti teatrali, le presentazioni dei testi di
Akkuaria.
Ospite
dell'incontro Giovanni A. Martini, direttore del Video Concorso
Pasinetti.
Vera Ambra
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13 gennaio 2009. Bistrot de Venise.
Incontro con gli autori di Akkuaria
Una po
meriggio intenso, creativo e stimolante. Come protagonisti, gli
autori dell'associazione culturale Akkuaria, presieduta da Vera Ambra,
affiancata da Franco Zarpellon, scrittore veneziano. Ed è stato un
susseguirsi di interventi, a partire dalle poesie toccanti, briose e
provocatorie di Marco Vidal, che intervallava le varie presentazioni di
testi narrativi, come quello di Katia Amadio, con il suo romanzo “La
verità è quella che non vuoi vedere” recensita dallo scrittore milanese
Pio Bovio, o da poesie, come quelle di Antonella Scaramuzza, per arrivare al
racconto di quotidianità “Vivere in Messico” di Francesca Chiarelli, Ilaria Ferramosca
con il suo “Sindromi e altri fatti d’inchiostro” e Dubravka Silvia
Cikron Corbellini con “7 prove per Clarence”.
Ci hanno poi stupito i
corti di Giovanni A.Martini, direttore del Video Concorso Pasinetti,
presentando in versione video, “Voyelles” di Rimbaud e “L'onda” di
D'annunzio, regalandosi sensazioni visive e sonorità diverse. Non è
potuto mancare un'interessantissima performance di alcuni ragazzi del
“Teatro in folle” che hanno interpretato un testo di Franco Zarpellon
sul giorno 13; Vera Ambra, presidentessa dell’Associazione Akkuaria, ci
ha poi spiegato le radici di questo brillante incontro di artisti,
corroborato dalla presentazione del suo romanzo in onore del padre
Emilio Ambra “Oggi come Ieri”, donandoci momenti di viva commozione.
La
serata ha avuto epilogo con un'ultima performance del gruppo teatrale
“Teatro in folle, con “Tragedia” e “Commedia” intente e contendersi il
palco, per ricordarci in fondo che, per quanto diverse e peculiari, ogni
forma d'arte ha il suo giusto e meritato posto nell'arcobaleno
dell'espressione artistica, trovando ramificazioni e individuazioni in
quanti sanno dare all'arte, come in questa serata, una ventata di aria
pulita.
Katia Amadio
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Omaggio a Venezia
Tra canali e palazzi antichi, tra il profumo di calici di vino rosso, la
poesia ha sprigionato la sua essenza, il suo calore, la sua emozione...
e quanto è successo martedì al Bistrot de Venice, in una cornice
perfetta l'omaggio alla città si è compiuto, grazie anche alla voce
veneziana di Marco Vidal, che con le sue poesie dialettali ha sublimato
l'incontro con gli altri autori di Akkuaria.
Davvero bella e intensa la serata, la poesia unisce e accorda il sentire
dell'anima, magia, atmosfera si è respirato.
Grazie a coloro che hanno permesso tutto questo
un grazie speciale a Vera.
Patrizia Altobelli
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Ecco perché Venezia...
Non mi recavo a Venezia da quando ero una
bambina. Mia madre mi ha raccontato che in soli due giorni avevo
imparato a percorrere vicoli e calli e la tiravo per la mano, guidandola
con disinvoltura per quelle viuzze, che pareva conoscessi da sempre.
Venezia non ha perso quel suo fascino per me e passando tra ponti e
canali, in cui un’acqua smeraldina e densa fluttua lenta, sono giunta
con una certa ansia al Bistrot de Venice.
Non stavo bene quel giorno e avevo passato tutta la mattinata al caldo
nella stanza, per cui il mio incedere era anche piuttosto lento e
affaticato tra le strade, nonostante la fretta. Quando,
all’improvviso... ecco sbucare il locale, tra i palazzi alti della
stretta via de’ fabbri.
Ho salutato degli amici all’esterno e mi sono precipitata a entrare,
sentendo già dalla porta provenire delle voci. Dentro l’ambiente era
caldo e intimo: tavolini in legno disposti per accogliere la
presentazione degli autori, divanetti, sedie e gente stretta attorno a
un tavolo centrale, ricoperto di libri.
Un rapido saluto a Vera, che finalmente incontravo per la prima volta e
poi ognuno a prendere posto: l’incontro aveva inizio.
Un giovane poeta veneziano ha aperto la serata con le sue poesie, alcune
commoventi, altre ironiche e goliardiche. Ad uno ad uno hanno sfilato
dietro il tavolo pieno di volumi, i vari autori, ciascuno con il proprio
libro e una storia personale da raccontare, tra curiosità e
particolarità, richieste da Franco, un altro degli autori, che ha
condotto la serata.
All’arrivo del mio turno mi sono sentita ancora più emozionata: non era
la mia prima presentazione di un libro, ma era la prima in Akkuaria, in
una nuova famiglia letteraria, e quindi una prova del tutto nuova per
me; così avevo un certo timore di non esserne all’altezza. Lo sarò
stata? Non lo so, di certo so che, sedutami accanto a Vera, per parlare
di Sindromi e altri fatti d’inchiostro, mi sono sentita tranquilla e a
mio agio. Poco dopo mi ha raggiunta al tavolo anche Lele, l’autore della
misteriosa ed elegante donna del disegno di copertina.
Nel resto della serata, con un maggiore senso di rilassatezza, ho poi
ammirato la verve di alcune giovani attrici e ho appreso la storia di
questa mia nuova e accogliente “casa”: così piena di emozione, di
simbologia e... di “mare”. Tutto ciò che prende l’acqua restituisce a
suo modo, porta messaggi ed energie. Flutti e psiche si mescolano in
morbide forme di fluidi e pensieri.
Ecco perché Venezia... Ecco perché Akkuaria è anche Venezia.
Ilaria Ferramosca
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AKKUARIA
AL BISTROT
Un pomeriggio d'inverno a Venezia, nell'atmosfera intima del
Bistrot de Venise, a due passi da Rialto; musica di sottofondo,
belle foto alle pareti, un ambiente caldo e accogliente. Per me, la
seconda esperienza d'incontro con Akkuaria, e devo dire che
l'impronta di amicizia e familiarità che Vera Ambra ha saputo
infondere alla sua "creatura" mi ha profondamente contagiata.
Una gradevole sensazione di sintonia sia con gli altri autori, sia
con il pubblico - alcune deliziose signore non giovanissime, in
particolare, hanno saputo partecipare con garbo tutto veneziano!
Spontanea e toccante la testimonianza di Vera, nel descrivere il
legame che lega l'antologia "...d'acqua è il suo nome" con le
sue vicende familiari, e con l'autobiografia di Suo padre; sempre
puntuale Franco Zarpellon nelle sue interviste.
Il pomeriggio è stato vivacizzato anche dai bei video presentati da
Andrea Martini, e dalla breve rappresentazione del Teatro in Folle:
perchè Akkuaria non è solo poesia, ma ARTE in tutte le sue forme, e
questo la rende una realtà così attraente e vitale.
Antonella Scaramuzza
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Soe su Venessia - vedua dal me "Balcon del Grapa"
Giornada freda, ma limpia el soe o vedo nassere man man el cresse, un beo arancion-oro-briante, la .... a indicar Venessia. A laguna me spara i coéori riportai come specio, sembra un grosso fogo, che se slarga, che se alsa. Sgrano i oci, par ciapar tuta ‘sta béessa e che’a me resta in te a me suca ... Nuvoe bianche e incoéorae contorna el ceo su ‘na tavoéossa de céeste butà.. Girandome, pian pianin, par no’ perderme gnente, vedo de lontan, pì lontan, e de boto penso .... che beo saria esser la, .... che bea ze Mare Natura .... Fermemose un atimin inbriaghemose de tuto ‘sto creà ...... par desso ze nostro.
Una mia poesia per questa meravigliosa città da (www.miepoesie.it)
Valerio Agostino Baron
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