Dubravka Silvia Cikron Corbellini - Vera Ambra - Franco Zarpellon...d'Acqua è il tuo nome

 

Per la seconda volta, nel giro di pochi mesi, siamo tornati a Venezia, nella magica Venezia, nella misteriosa Venezia che con le sue Calli e i suoi misteriosi anfratti, è sempre capace di donare mille emozioni a chi si inoltra per i i suoi stretti dedali.

Ed è di emozioni che qui si è parlato, sopratutto delle mie, così profonde e radicate fin prima della mia nascita in questa città da un motivo ben preciso: a Venezia mio padre Ambra Emilio ebbe la sua più disperata e incisa avventura: la guerra e lo sbandamento dell'8 settembre... Ma a Venezia ebbe il suo primo amore, quello che per tutti i santi giorni della sua esistenza lo accompagnò per mano e che - prima di rendere l'anima a Dio - lo consegno sotto forma di cinque quaderni scritti con mano tremolante, mentre la sua malattia lo divorava senza pietà.

 

Bistrot de VeniseCi sono voluti dieci anni prima che la sua storia si adagiasse per sempre tra le pagine di un libro... e c'è voluto Franco Zarpellon, scrittore veneziano, che nel raccogliere il mio desiderio di consegnare una copia del libro  alla Laguna, ha messo le basi affinché questa stessa emozione fosse condivisa anche con tutti i poeti e narratori che hanno contribuito alla realizzazione dell'antologia "...d'Acqua è il tuo nome omaggio a Venezia".

 

La prima vera e forte emozione è avvenuta il 18 giugno 2008, quando siamo stati ospitati nella rassegna letteraria che si tiene a Villa Settembrini a Mestre e la seconda il 13 gennaio 2009.

Questa volta è stato diverso... questa volta ho avuto la forte percezione che l'anima di mio padre si trova in questa città. Anche lui è stato presente alla nostra iniziativa del Bistrot e sorridendo mi stava accanto mentre raccontavo del suo "amore perduto e ritrovato dopo quarant'anni". Chi era presente ha avvertito sulla propria pelle come le ali dell'amore quando sfiorano il cuore di un innamorato, l'amore dura per sempre, dura oltre la vita terrena.

L'amore ancora una volta ha vinto!
 

L'unico dispiacere l'assenza di tre cari amici Erberto Accinni, Karina Andrea Olivera e Sergio De Angelis, che il mal tempo e i rigori dell'inverno li hanno tenuti lontano da Venezia.

 

Venezia è un luogo che ispira la poesia una dolce malinconia, quella dolcezza che prende i toni delicati dei riflessi dell'acqua che la circonda. Ed è la Venezia dei veneziani quella poesia che è stata protagonista del nostro incontro  iniziato con i versi di Marco Vidal, poeta veneziano.

Ancora una volta Akkuaria hanno intessuto con un fil rouge una nuova trama di questo magnifico tessuto di Autori che sono sparsi nelle più svariate parti d'Italia.

 

Un grazie particolare ad Antonella Scaramuzza, gran protagonista nell'antologia ...d'Acqua è il tuo nome attraverso le sue pagine spiccano le sue belle foto che raccolgo momenti di vita quotidiana e angoli nascosti di una città che si vela davanti agli occhi di tutti. Antonella Scaramuzza è anche autrice del libro Danzano tra noi pensieri, una corposa raccolta di poesie che attraversano il suo universo interiore.

 

In questa occasione, nell'apprezzare vivamente il calore e la squisita accoglienza del delizioso Bistrot de Venise ho avuto il piacere di presentare le nuove Autrici di Akkuaria: Dubravka Silvia Cikron Corbellini che ha lasciato la sua fredda Udine per presentare la sua ultima fatica letteraria “7 prove per Clarence”. Lei per la maggior parte scrive favole per bambini. Il libro pubblicato con Akkuaria invece sono favole per adulti. Lei ritiene che la fiaba sia uno degli strumenti educativi ideali per bambini, perché attraverso la lettura incontrano personaggi e messaggi positivi e perché l’arte in ogni caso non conosce confini né limiti e può contribuire in modo efficace all’affratellamento dei popoli.
E' la volta di Katia Amadio, una scrittrice padovana che fin dal 1987 ha pubblicato libri e composto diversi romanzi e alcune sceneggiature per il cinema, riscuotendo diversi riconoscimenti e premi in concorsi nazionali di narrativa.  La verità è quella che non vuoi vedere è un romanzo decisamente interessante, a metà tra il gioco letterario e la narrazione fantastica.

Un romanzo che si dipana quasi come un on-the-road onirico, dove, ad ogni colpo di scena, l’apparente concretezza del mondo in cui vivono i due protagonisti si sgretola, lasciando scorgere imperscrutabili squarci d’abisso.

 

Le Autrici di Akkuaria si susseguono una dietro l'altra ed è il turno della bellaolleccese Ilaria Ferramosca.

Ilaria è sicura è disinvolta. Laureata in giurisprudenza, è consulente nella selezione e gestione delle Risorse Umane, formatrice in Programmazione Neuro Linguistica.
Con lei è presente il simpaticissimo Lele Vianello, Autore dell'opera pubblicata in copertina, mentre la prefazione e curata dal noto scrittore
Andrea G. Pinketts.

Il libro di racconti Sindromi e altri fatti d’inchiostro presto sarà presentato a Milano dallo stesso Pinketts e come lui stesso afferma "Quando leggerete i terribili, intriganti, coraggiosi racconti di Ilaria preparatevi al peggio che è quello che uno scrittore onesto vi può dare".

A concludere la carrellata delle Autrici di Akkuaria è Francesca Chiarelli autrice del testo Vivere in Messico.

Il libro narra, quasi in forma diaristica, le sue esperienze di vita vissuta in Messico e riporta al lettore la visione di un mondo che ha i suoi ritmi, i suoi tempo, le sue abitudini e spesso confronta questo modo di vivere con quello della città in cui vive.

Uno strano legame il suo che ha unito il Messico all’Italia e viceversa, portando alla luce curiosità ed esperienze diverse.

 

Ancora una volta, a presentare i racconti di Franco Zarpellon, sono le bravissime ragazze del gruppo Teatro in Folle, una compagnia veneziana nata nel 2006 e formata da un gruppo di studentesse liceali appassionate di teatro. Il progetto di queste ragazze, è proporre spettacoli originali, riscoprendo uno stile che si ispira a vari generi, dalla commedia dell’arte all’eclettico Ionesco, dall’inimitabile Beckett all’immortale Shakespeare, sviluppando anche idee innovative. In primavera il gruppo ha accompagnato, con rappresentazioni di alcuni corti teatrali, le presentazioni dei testi di Akkuaria.

Ospite dell'incontro Giovanni A. Martini, direttore del Video Concorso Pasinetti.

 

Vera Ambra

13 gennaio 2009. Bistrot de Venise.
Incontro con gli autori di Akkuaria



Una po meriggio intenso, creativo e stimolante. Come protagonisti, gli autori dell'associazione culturale Akkuaria, presieduta da Vera Ambra, affiancata da Franco Zarpellon, scrittore veneziano. Ed è stato un susseguirsi di interventi, a partire dalle poesie toccanti, briose e provocatorie di Marco Vidal, che intervallava le varie presentazioni di testi narrativi, come quello di Katia Amadio, con il suo romanzo “La verità è quella che non vuoi vedere” recensita dallo scrittore milanese Pio Bovio, o da poesie, come quelle di Antonella Scaramuzza, per arrivare al racconto di quotidianità “Vivere in Messico” di Francesca Chiarelli, Ilaria Ferramosca con il suo “Sindromi e altri fatti d’inchiostro” e Dubravka Silvia Cikron Corbellini con “7 prove per Clarence”.

Ci hanno poi stupito i corti di Giovanni A.Martini, direttore del Video Concorso Pasinetti, presentando in versione video, “Voyelles” di Rimbaud e “L'onda” di D'annunzio, regalandosi sensazioni  visive e sonorità diverse. Non è potuto mancare un'interessantissima performance di alcuni ragazzi del “Teatro in folle” che hanno interpretato un testo di Franco Zarpellon sul giorno 13; Vera Ambra, presidentessa dell’Associazione Akkuaria, ci ha poi spiegato le radici di questo brillante incontro di artisti, corroborato dalla presentazione del suo romanzo in onore del padre Emilio Ambra “Oggi come Ieri”, donandoci momenti di viva commozione.

La serata ha avuto epilogo con un'ultima performance del gruppo teatrale “Teatro in folle, con “Tragedia” e “Commedia” intente e contendersi il palco, per ricordarci in fondo che, per quanto diverse e peculiari, ogni forma d'arte ha il suo giusto e meritato posto nell'arcobaleno dell'espressione artistica, trovando ramificazioni e individuazioni in quanti sanno dare all'arte, come in questa serata, una ventata di aria pulita.
 

Katia Amadio

Omaggio a Venezia



Tra canali e palazzi antichi, tra il profumo di calici di vino rosso, la poesia ha sprigionato la sua essenza, il suo calore, la sua emozione...
e quanto è successo martedì al Bistrot de Venice, in una cornice perfetta l'omaggio alla città si è compiuto, grazie anche alla voce veneziana di Marco Vidal, che con le sue poesie dialettali ha sublimato l'incontro con gli altri autori di Akkuaria.
Davvero bella e intensa la serata, la poesia unisce e accorda il sentire dell'anima, magia, atmosfera si è respirato.
Grazie a coloro che hanno permesso tutto questo
un grazie speciale a Vera.

Patrizia Altobelli

Ecco perché Venezia...

 

Non mi recavo a Venezia da quando ero una bambina. Mia madre mi ha raccontato che in soli due giorni avevo imparato a percorrere vicoli e calli e la tiravo per la mano, guidandola con disinvoltura per quelle viuzze, che pareva conoscessi da sempre.
Venezia non ha perso quel suo fascino per me e passando tra ponti e canali, in cui un’acqua smeraldina e densa fluttua lenta, sono giunta con una certa ansia al Bistrot de Venice.
Non stavo bene quel giorno e avevo passato tutta la mattinata al caldo nella stanza, per cui il mio incedere era anche piuttosto lento e affaticato tra le strade, nonostante la fretta. Quando, all’improvviso... ecco sbucare il locale, tra i palazzi alti della stretta via de’ fabbri.
Ho salutato degli amici all’esterno e mi sono precipitata a entrare, sentendo già dalla porta provenire delle voci. Dentro l’ambiente era caldo e intimo: tavolini in legno disposti per accogliere la presentazione degli autori, divanetti, sedie e gente stretta attorno a un tavolo centrale, ricoperto di libri.
Un rapido saluto a Vera, che finalmente incontravo per la prima volta e poi ognuno a prendere posto: l’incontro aveva inizio.
Vera Ambra, presidente Associazione AkkuariaUn giovane poeta veneziano ha aperto la serata con le sue poesie, alcune commoventi, altre ironiche e goliardiche. Ad uno ad uno hanno sfilato dietro il tavolo pieno di volumi, i vari autori, ciascuno con il proprio libro e una storia personale da raccontare, tra curiosità e particolarità, richieste da Franco, un altro degli autori, che ha condotto la serata.
All’arrivo del mio turno mi sono sentita ancora più emozionata: non era la mia prima presentazione di un libro, ma era la prima in Akkuaria, in una nuova famiglia letteraria, e quindi una prova del tutto nuova per me; così avevo un certo timore di non esserne all’altezza. Lo sarò stata? Non lo so, di certo so che, sedutami accanto a Vera, per parlare di Sindromi e altri fatti d’inchiostro, mi sono sentita tranquilla e a mio agio. Poco dopo mi ha raggiunta al tavolo anche Lele, l’autore della misteriosa ed elegante donna del disegno di copertina.
Nel resto della serata, con un maggiore senso di rilassatezza, ho poi ammirato la verve di alcune giovani attrici e ho appreso la storia di questa mia nuova e accogliente “casa”: così piena di emozione, di simbologia e... di “mare”. Tutto ciò che prende l’acqua restituisce a suo modo, porta messaggi ed energie. Flutti e psiche si mescolano in morbide forme di fluidi e pensieri.
Ecco perché Venezia... Ecco perché Akkuaria è anche Venezia.

Ilaria Ferramosca

AKKUARIA AL BISTROT

 

Un pomeriggio d'inverno a Venezia, nell'atmosfera intima del Bistrot de Venise, a due passi da Rialto; musica di sottofondo, belle foto alle pareti, un ambiente caldo e accogliente. Per me, la seconda esperienza d'incontro con Akkuaria, e devo dire che l'impronta di amicizia e familiarità che Vera Ambra ha saputo infondere alla sua "creatura" mi ha profondamente contagiata.

Una gradevole sensazione di sintonia sia con gli altri autori, sia con il pubblico - alcune deliziose signore non giovanissime, in particolare, hanno saputo partecipare con garbo tutto veneziano! Spontanea e toccante la testimonianza di Vera, nel descrivere il legame che lega l'antologia "...d'acqua è il suo nome" con le sue vicende familiari, e con l'autobiografia di Suo padre; sempre puntuale Franco Zarpellon nelle sue interviste.

Il pomeriggio è stato vivacizzato anche dai bei video presentati da Andrea Martini, e dalla breve rappresentazione del Teatro in Folle: perchè Akkuaria non è solo poesia, ma ARTE in tutte le sue forme, e questo la rende una realtà così attraente e vitale.

Antonella Scaramuzza

 

Soe su Venessia - vedua dal me "Balcon del Grapa"

Giornada freda, ma limpia
el soe o vedo nassere
man man el cresse,
un beo arancion-oro-briante,
la .... a indicar Venessia.
A laguna me spara i coéori
riportai come specio,
sembra un grosso fogo,
che se slarga,
che se alsa.
Sgrano i oci,
par ciapar tuta ‘sta béessa
e che’a me resta in te a me suca ...
Nuvoe bianche e incoéorae
contorna el ceo
su ‘na tavoéossa de céeste butà..
Girandome, pian pianin,
par no’ perderme gnente,
vedo de lontan, pì lontan,
e de boto penso ....
che beo saria esser la, ....
che bea ze Mare Natura ....
Fermemose un atimin
inbriaghemose de tuto ‘sto creà
...... par desso ze nostro.

Una mia poesia per questa meravigliosa città da (www.miepoesie.it)

Valerio Agostino Baron

Er caffettiere filosofo

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