D'ACQUA
È IL TUO NOME:
OMAGGIO A VENEZIA
di Vera Ambra
Questo omaggio a Venezia
è dedicato ad Emilio Ambra, mio padre
Città da lui tanto amata.

Sono appena rientrata da Venezia dove si è svolto ieri pomeriggio
l'incontro proposto della Regione Veneto e promosso dal Centro Culturale
Regionale di Villa Settembrini a Mestre.
L’idea d’incontrarci a Venezia è nata grazie a Franco Zarpellon.
Chiacchierando, a proposito di Venezia, gli confessai il segreto
desiderio di consegnare nelle acque della laguna la testimonianza,
lasciata da mio padre, oggi pubblicata nel libro “Oggi ...come ieri”,
ovvero far incontrare la sua anima di carta con l'anima che fin da
quando aveva vent'anni ha lasciato a Veneziana: città che con il
pensiero non mai ha abbandonato.
Qualcosa ha toccato le corde sottili del cuore di Franco che si è
abilmente attivato per far sì che questo momento accadesse.
Naturalmente gli sono felicemente grata per il dono che ha fatto a mio
padre: ancora una volta la generosità di un veneziano s’è manifestata
nei suoi confronti.
Invece, il titolo dell’antologia ...d’acqua è il mio nome
è ispirato al verso di una poesia di Iago (tanto per restare sul
tema di Venezia).
Sentimentalmente questa raccolta è dedicata a Marisa, una donna
che non ho mai conosciuto, ma che è sempre stata presente nella vita
della nostra famiglia.
Mio padre, che la conobbe a Venezia durante la guerra. Egli ricordava
spesso degli amici che aveva lasciato in questa città e in particolare
ci parlava di Marisa, la donna di cui era innamorato e che amò per tutta
la vita. A quel tempo l'aveva lasciata con l’intenzione di tornare
presto per chiederla in sposa a suo padre, ma tutte le lettere inviatele
non furono mai recapitate: colpa di qualcuno che per gelosia le
strappava.
Lei era La veneziana.
Ogni qualvolta in casa nostra si pronunciava il suo nome, immediatamente
la mamma andava su tutte le furie. Lei ha sempre nutrito un’atroce
gelosia nei confronti di una donna che mai avrebbe attentato alla sua
famiglia, né alla sua vita; però faceva male a quella parte del suo
cervello che nessuna forza e nemmeno il tempo stesso ha rimosso mai.
Questa è stata la storia più importante nella vita di papà.
Da quel tempo una sua foto, ormai stinta, logora e smunta è rimasta nel
portafoglio, sempre vicino al suo cuore... ed è rimasta lì tuttora
È stato per noi commovente apprendere e condividere l’amore che papà
provava per una donna che non era nostra madre.
Una donna che avrebbe potuto sposare ed ...io non sarei stata qui oggi a
raccontare...
Ma questa storia è riportata sul testo “Oggi ...come ieri”.
Una storia che un bel giorno cominciò a prendere vita sulle righe di un
quaderno, che poi diventarono quattro.
Mi chiese – non appena avesse finito – di “batterli” con la macchina per
scrivere perché voleva lasciare ai suoi nipoti, una copia ciascuno.
Ecco, che man mano che ho “battuto a macchina” il testo, davanti ai miei
occhi si sono alternate ad uno a uno tutte le righe che durante il
decorso della malattia papà ha riempito sulle pagine, inizialmente con
un fervore particolare e con una scrittura tremolante.
Faceva fatica a tenere la penna. La sua mano destra era stata brutamente
offesa da un grave incidente sul lavoro, che lo costrinse a chiudere la
sua attività e la sua professione.
Oggi queste pagine, che sono diventate libro, dettagliano con una
straordinaria freschezza di ricordi, la partenza per la guerra fino al
ritorno a casa, e svelano molti lati incompresi di un uomo che mi è
stato padre e nonno per i miei figli.
Un padre che ha dedicato tutta la vita al suo lavoro, alla famiglia,
senza tralasciare mai la passione per l’opera lirica, la politica e i
viaggi.
La sua storia con Marisa non fu mai un segreto per nessuno e alla fine
anche noi ci affezionammo a lei. Papà l’amò per sempre e smise di
cercarla soltanto quando la ritrovò. Trascorsero quarant’anni prima che
telefonicamente la rintracciasse e tutto questo grazie a suoi amici
veneziani.
Prima d’incontrare Marisa a Venezia, per lei ideo e realizzò con le
proprie mani un preziosissimo cofanetto portagioie in mogano, finemente
intarsiato. Così ebbe modo di chiarire con lei quanto di sospeso era
rimasto tra loro.
Con gli amici di Venezia intrattenne per tutta la vita regolari rapporti
epistolari e telefonici; in particolare con la famiglia Lanza e con la
famiglia Grecolin.
Finalmente sono ritornata a Venezia, e questa volta l'ho fatto per conto
di mio padre. L'ho fatto per incontrare idealmente tutte le persone che
in gioventù lo hanno aiutato. L'ho fatto per stringerli in un
universale abbraccio al mio cuore.
In compagnia di Mariella Sudano sono giunta all'aeroporto di Venezia in
mattinata, ad aspettarci c'era Antonella Scaramuzza con la figlia. Il
tempo di posare a Mestre le poche cose che avevamo in mano a casa di
Antonella che ci ha ospitato e di filato abbiamo raggiunto Venezia.
Abbiamo camminato un bel po' prima di trovare un angoletto intimo,
lontano dagli occhi indiscreti della gente, solo un gabbianotto
indifferente ci osservava, poi pochi gradini si affacciavano in acqua.
Ecco che la breve cerimonia di consegna nelle acque del canale si
compie... avrei voluto piangere, ma dentro di me ho imploso quella gioia
di aver finalmente portato a termine una promessa fatta molti anni fa,
parecchi. Una promessa che ha permesso la nascita di "Oggi ...come
ieri".

Vi confesso che per me è stato commovente aver condiviso questa gioia,
che certamente, nel luogo iun cui oggi si trova, ha reso felice mio
padre, per questo ringrazio di cuore le persone che sono stati presenti,
in particolare Antonella Scaramuzza, Erberto Accinni, Franco
Zarpellon, Mariella Sudano, Daniela Nya Fogar, Renzo Maggiore, Erberto
Accinni, Karina Andrea Olivera, Francesca Chiarelli, Lara Zen, Anna
Maria Ercilli, Maria Carla Baroni; le ragazze della compagnia Teatro
in Folle di Venezia, Elena Griggio, Camilla Sassetto, Irene Bolzan e
Claudia Bellemo; infine Giovanni Andrea Martini, direttore
VideoConcorso “Francesco Pasinetti” e con tutti le altre persone che
hanno preso parte all'evento, in particolare Maria Teresa De Gregorio
e Romano Tonin, Funzionari della Regione Veneto.
L'incontro poi ha proseguito con la presentazione dell'antologia e degli
autori presenti e si è conclusa con una rappresentazione delle ragazze
della compagnia Teatro in Folle di Venezia.
|