Sogno e magia di una città
letta con gli occhi degli
autori di Akkuaria
Ogni anno, ad accompagnare il percorso della Su e Zo per i
ponti, marcia non competitiva che si svolge all’inizio della
primavera a Venezia, preparo un breve percorso letterario
denominato Tappe di “ristoro mentale” tra cultura e
curiosità. Mi son trovato così a riscoprire come Venezia
abbia ispirato nei secoli moltissimi scrittrici e scrittori,
spesso autori famosi, ma non solo. Credo infatti che
ciascuno di noi abbia collocato in questa città una parte
dei suoi sogni e spesso li abbia idealizzati attraverso la
scrittura.
Spesso sono testimonianze di affascinati ammiratori della
città storica, che hanno saputo nelle loro opere tesserne
gli elogi.
Altre volte sono voci di chi per non appiattirsi su
posizioni di facile e comoda ammirazione, ha voluto
trascrivere una visione di Venezia lontana dagli stereotipi,
a volte individuan-done le ombre o qualche malcelato
inganno, rendendola forse più a misura d’uomo.
Anche gli autori di Akkuaria, nell’antologia d’Acqua è il
mio nome, riconfermano entrambe le posizioni, sottolineando
però soprattutto la magia artistica della città, magia di
sentimenti, magia di sensazioni, magia di emozioni.
Città vissuta attraverso i loro scritti a trecentosessanta
gradi, con qualche fuga verso la sua componente di
terraferma, Mestre, e qualche timore per il suo futuro,
vittima di immagini retoriche che possono incatenare a volte
la città al suo passato.
Ho letto e riletto questa antologia con vero interesse
sco-prendo ancora una volta come nuovi autori contemporanei
possano attraverso i loro racconti, le loro poesie e le loro
immagini reinterpretare con nuove angolazioni e prospettive
Venezia; autori veneziani, veneti, italiani, europei, del
mondo, perché Venezia è, innanzitutto, città e patrimonio
del mondo.
Giovanni Andrea Martini
Giugno 2008
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