Stefano D'Arrigo(Alì, Messina, 1919 - Roma, 1992), dopo la laurea in Lettere a Messina, nel 1942, si trasferisce a Roma dove lavora a "Il Tempo" e al "Giornale d'Italia".Il suo esordio risale al 1957 con un volume di versi intitolato Codice siciliano, ma negli stessi anni intraprende un ardito progetto narrativo che lo accompagnerà per un ventennio circa, fino al 1975, anno della pubblicazione del romanzo-fiume Horcynus Orca. Esso racchiude in un'azione di pochi giorni e in uno spazio limitato, tra l'estremità della Calabria e della Sicilia, una materia di immenso potenziale mitico e simbolico, con numerosi spunti realistici e può considerarsi una summa della ricchezza affabulatoria della narrativa siciliana. Il suo ultimo cimento narrativo è stato l'immaginoso e ironico Cima delle nobildonne (1985). |