Se non fosse stata inventata la parola
Chi entrando nelle pagine di un romanzo o tra le righe di un verso almeno una volta nella vita non abbia avuto la netta sensazione che l’autore, mentre metteva a frutto la sua idea creatrice si fosse ispirato proprio a lui, ignaro lettore. Forse lo conosceva già? Ne aveva fatto di lui proprio un modello? È forse “il lettore” la musa ispiratrice? No! Proprio no.
Il cammino della vita - crediamo - sia uguale per tutti soltanto che ognuno di noi ha un’angolatura diversa di vedere la vita. Il narratore, infatti, è colui che usa la parola per raccontarci come avremmo dovuta viverla la nostra. Un operatore della parola - se così possiamo definirlo - scrivendo - parla proprio con chi lo sta leggendo: forse il segreto di un lettore è rispecchiarsi nell’esperienza dell’autore? Ma, quante domande si fanno attorno, l’unica cosa che ci resta è il gusto della lettura. Quel gusto che ti porta non solo nell’intimità di chi scrive ma che ci accompagna attraverso quel privilegio di cercare sia “l’ingresso” ma anche la chiave. A questo punto una domanda appare ovvia: cos’è che spinge una persona a scrivere, a raccontare la propria vita attraverso i personaggi che crea, inventa, ama e odia...? \r\n Conoscere un autore non solo è una lenta agonia, è anche quel continuo addentrarsi nel “caos cervellotico” di quest’essere apparente “umano” ma che in effetti è un timido appassionato giocatore d’azzardo o addirittura un grande maestro di scacchi!E se nobile forma di prostituzione è la parola, la stessa scrittura è che essa stessa descrive e nel frattempo nasconde per essere vista. Quella parola che guarda e scruta la realtà con la freddezza di un cinico osservatore e nel contempo con la passione di un crudelmente amante che si allontana con distacco. Ma se non fosse stata inventata la “parola” ovvero quel segno riconoscibile e riconducibile del sentimento, una sorta di DNA che nasconde e conserva la storia dell’umanità. Senza la parola scritta quanta sapienza sarebbe andata persa? Allora non ci resta che avvicinarci con religioso rispetto ai libro, solo così potremmo percepire quel palpito sottile di una pagina che vibra tra il dito mentre la sfoglia.
Vera Ambra
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