Scarselli Veniero (Firenze 1941)Poeta e biologo, vive a Pratovecchio. Dopo una formazione umanistica e un’intensa sperimentazione poetica, si laurea in Biologia e si dedica alla ricerca scientifica conseguendo la libera docenza e svolgendo numerosi incarichi universitari: studi importanti per la formazione di una personale visione del mondo e per la maturazione dello scrittore, ma che non gli impediscono di continuare la frequentazione della poesia.Da alcuni anni ha rinunciato all’attività scientifica e vive sull’Appennino toscano per dedicarsi solo alla riflessione poetica. Ha pubblicato diverse opere poetiche: Isole e vele (1988, poema), Pavana per una madre defunta (1990), Torbidi amorosi labirinti (1991), Priaposodomomachia (1992, sacra rappresentazione), Eretiche grida (1993) Piangono ancora come bambini (1994, poema), Straordinario accaduto a un ordinario collezionista di orologi (1995), La riflessione poetica (1997, antologia delle opere di S. a cura di Vittoriano Esposito), Fuga da Itaca (1997, romanzo lirico), Il palazzo del Grande Tritacarne (1998). Non pratica la poesia lirico-intimista né le raccolte di singole liriche, ma esplora le realtà esistenziali e metafisiche rappresentandole in poemi narrativi monotematici che riscoprono il poema epico.Alla sua opera sono state dedicate diverse monografie critiche: Vittoriano Esposito, La riflessione poetica (1997), Gianna Sallustio, Oltre le colonne d\'Ercole: la poetica dell\'esplorazione (1998), Federico Batini, Un poeta d\'urto per il terzo millennio (in corso di stampa). Sulla sua produzione poetica hanno scritto, tra gli altri: L. Baldacci «Un viaggio ossessivo [Torbidi amorosi labirinti] in un tragico tunnel che si chiama corpo, visceri, sesso (...) dove ciò che stupisce è la tenuta di tutti i singoli momenti, l’arco della tensione.»; G. Bárberi Squarotti «Un’opera terribile e bellissima [Eretiche grida], di quelle che scuotono a fondo l’anima e costituiscono un punto di riferimento assoluto di poesia e verità.»; M. Dell’Aquila «[Una sacra rappresentazione, Priaposodomomachia] che sarebbe piaciuta al grande Aretino (...) Una notevole capacità di tessitura, immaginazione, sensualità, ironia, gioco di sublimazione e dissacrazione.»; E. Giachery «Un poema [Piangono ancora i bambini] che si legge con partecipazione profonda (...) accogliendo in toto il messaggio, il respiro, la tensione quasi insostenibile, il grido, soprattutto la infinita pietas.»; G. Oli «Il lettore [in Straordinario accaduto a un ordinario collezionista di orologi] è irretito e indotto ad abbandonarsi mani e piedi legati alla voce del Poeta-Maestro (...) Solo un vero poeta poteva dedicare la sua vita alla poesia epica senza piegarsi al vaniloquio imperante.»; M. Sansone «Un libro di poesia [Pavana per una madre defunta] sconvolgente fondato sopra una rigorosa e sconsolata concezione della realtà che deriva da un profondo travaglio di meditazione»; V. Vettori «[Un poema, Isole e vele] mirabilmente capace di coniugare l’impegno conoscitivo più serio con una ricca vena di canto.».Collabora a diverse riviste e ha ricevuto ormai innumerevoli riconoscimenti letterari: 1991, "San Nicola Arcella"; 1993, "Firenze"; 1996, "San Domenichino", "Libero de Libero"; 1997, "Rhegium Julii". |