Pudore
"Ero io quel pezzettino che cercava una ragione". Se la gioia e il dolore sono portavoce della vita, la poesia sicuramente nasce dalla fatica di vivere. Per guarire ho inventato il sostegno, la necessità di dire con la consapevolezza di muovermi dentro un cerchio che, spezzandosi, ha tracciato il punto di fuga.
La mia vita scorreva su binari sereni prima di scoprire che una donna, infiltratasi silenziosa nella vita di mio marito, ha turbato irrimediabilmente il nostro matrimonio, frantumandolo. La perdita dell’uomo che - simbolo di saldezza - aveva catturato il mio cuore, si era trasformata, quasi per una funzione meccanica, in un teatro di ipocrisie e convenzioni e, allontanandomi sempre più, sono diventata prigione e prigioniera della mia umana presunzione. Poi con gli anni uno spiraglio di luce ha cominciato a rischiarare la confusione, i dubbi ed i rimorsi e, palpando la vera essenza delle cose, ho aperto gli occhi. Queste righe ripercorrono la ricerca di una intera esistenza che, con forza quasi morbosa ha voluto - nel ricordo - salvare un rapporto d’amore ...perso per amore. Una indagine faticosa, la mia, fatta con l’obiettivo di ritrovare in me quella donna che, sazia del suo soffrire, scopre l’umiltà d’esistere e ritrova la pace. Attraverso anni di solitudine ho imparato a tradurre in quiete l’agitazione per ciò che era diventato, a brandelli, la voglia di farcela, il desiderio di essere più forte della mia stessa paura. E così "con l’occhio guarito della calma" con queste pagine, sono ritornata a ritroso su quel cammino e lo guardo "come fossi mare da nave che s’allontana". Tutto ciò è stato risorsa della ragione che, attraverso il fuoco della parola, è diventato uno strumento potente per sdrammatizzare la solitudine e riconciliarmi con la vita.
Ed oggi, con l’unica certezza che è la natura degli eventi il nuovo terreno in cui mi muovo, la quotidianità l’ho tramutata via via come le righe che adesso posso scorrere con una sorta d’intimità, quasi fossero un libro illustrato. Ciò potrebbe sembrare, ad occhi estranei, l’offerta di una personalità rinnovata, ricerca di una nuova dignità. Ma accettare di navigare in un mare sempre agitato e non più "tempestoso" non è frutto di sola rassegnazione: solo con grande forza sono riuscita a sfumare i contorni dell’antica vita e ridipingere un nuovo mondo. Il risultato di quest’impresa non è certo la sembianza di una vittoria ma il ritrovato coraggio interiore di determinare il mio futuro con la consapevolezza che il mondo vive assieme a me ed io intorno ad esso. Ho una visione complessa del mio mondo? Forse, ma con una sola certezza: la mia vita è una realtà ... e non può essere negata.
Vera Ambra SACRO IL TUO LABBRO fata bambina domandalo alla bocca mia
in questa notte smagliata di stelle ...dicevi strappandomi il vestito bagnato d’impazienza
L’APE E LA FARFALLA dividono la stessa tentazione questo sogno è ancora innocente e vuole giocare Allora proteggi il canto
che s’alza per raccogliere l’indaco dell’arcobaleno ...guarderò oltre confine per annegare nei tuoi occhi
IL MONDO È NEI TUOI OCCHI e nei pensieri tanti bambini tra
piccole trine e teneri ricami Paure proibite toccano le mani e bruciano giorni sparpagliati più dei semi al vento
...la feconda zolla porge l’ulivo nel becco di colomba ADDORMENTATA come fossi una stella sul grembo dell’universo Sulla colonna di miele l’ape mi punge il ventre Un soffio e un respiro adagiato sul doppio battito ...mentre sferruzzo già fili di lana IL MIO CUORE T’APPARTIENE e sono madre tra le tue mani nomade che hai lasciato il deserto La donna diventa donna tra le braccia di un uomo Seme di lino Linfa di ramo e cuore messo a nudo ...i miei pensieri s’alzano di notte come occhi di cane fedele e vagabondi vanno a sognare altre braccine di bimbi LEI COME SERPE scivola tra i lenzuoli e con gli occhi merlati ti porta via È tempo di caccia e tu come il vecchio cane al guinzaglio
cammini accanto Era questo il segreto?
Abbassavi lo sguardo nei giorni senza pace Miraggio annega la tua passione tra grossi seni e capelli rossi Lei ti stringe la mano chiudendomi la porta dietro le spalle T’annoiavi forse al pianto dei bimbi doloranti di febbre e dimenticati nel letto? ...L’ansia randagia interroga l’oracolo confortando sorrisi sdentati e scarabocchi colorati RUBAMI l’ultima bellezza comprami le allodole sono breccia aperta pioggia e tormenta uccello senza piume aquila e colomba pantera di carta stella al galoppo pelle di ferro ...farfalla maledetta LA VITA galoppa prodiga come la mia sorte Quante albe allattate con il morso che concede
ai poveri il privilegio della fame Ora possiedo solo le dita per contare e i denti per mordere il pane a bocca aperta Il sonno dei miei bambini è abbandonato al destino ...lasciatemi oggi un posto al sole SOTTO IL BRACCIO porto un canestro pieno di grovigli Un velo di sangue copre gli occhi Sono stata sposa di un re ed ora
esiliata come ubriaca nel corpo di serpente che striscia nella polvere Ero odissea che dormiva su marmi rosa mentre adesso semino acqua e raccolgo vento e mi copro di cenci e luce ...con le unghie rotte stacco dal pane
le briciole d’affetto
TRA SOGNI LASCIATI ho bevuto l\'acqua e spento i fuochi ho dimenticato - nella notte nera - d’intrecciare capelli
indossare sottane dormire nel letto Tutto procede impetuoso e non mi fermo a guardare indietro Senza nascondermi cerco nell’identità del giorno gli amici sconosciuti ...e negli spazi dell’infinito la miseria del mattino E IMBOCCAI IL SENTIERO disabitato dal vento con quattro gambe: le mie inseguite dall’istinto cieco Essere seme? Seme diventerò per le mille stelle e per i cento alveari che cadranno lontano quando la mia ombra sarà confusa per un vestito ...per la notte che la vipera parlerà con la lingua di pappagallo L’ORGOGLIO ha gli artigli di lupo i tempi di ieri non hanno più fame di felicità i tempi perduti sono lame taglienti i tempi di oggi maschera per le allodole i tempi di domani saranno occhi con più luce SMETTI DI PIANGERE la freccia dirige il cuore e porta l’oro del mattino La strada è secca se non piove e il mare non può aiutare l’onda se la barca è scossa dal vento Guarda la sera
è rondine che cerca primavera ...nelle cose semplici la virtù
cerca una compagna
IERI come un’aquila guardavo nel sole il principio della notte Ieri
con la saggezza del latte sfuggivo pestilenza e peccato Ieri
scrutavo nuvole basse e lamenti di civetta Ieri
la cenere della alba si spegneva sulla noia Oggi
la ginestra è fiorita nella forte roccia Oggi
la bocca del tempo non soffia più sulla candela ...e dove ci sarà un sogno pianterò
di nuovo il cuore
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