“Giunse
alle lucciole la storia d’un tempo
di quando venner al mondo dalle
schegge di un lampo,
diceva che per romper di canne
una gabbia
non serve la fede e non serve la
rabbia;
ma il suon del tamburo, il suon
del sonaglio
la forza d’amor e poi neanche
uno sbaglio
quella forza d’amor che le
ferite lenisce
...ma chissà, ...come la storia
finisce...
Suonò quel tamburo, suonò quel
sonaglio
si suonò a gran voce senza
commettere sbaglio
si suonò per colei che fra i
pianeti e le stelle
mai ebbe carezze sulla bianca
sua pelle;
suona il tamburo se a Dio vuoi
parlare
e quel sonaglio non lo
abbandonare,
sacrifica il corpo come segno
d’amore
e le sentirai in un istante
battere il cuore”.
Eskander Yousuf El Kabir
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