COSÌ


 

Così semplicemente come nulla fosse

Così in modo disarmante e persino banale

Così vi amo, per sempre, dove il sempre è costellato da soffi di eternità.

Così, senza correre tanto e seppellire mille asce di guerra contro me stesso e il mondo intero.

Vi amo e non ci son difese, né costrizioni, né pensieri, nemmeno amori da cercare e moltiplicare.

In questo silenzio che porta candele e soffi di un vento leggero vi amo.

Ovunque voi siate, chiunque tu sia, eterno essere o stolto viandante, amore eterno o di una sola notte, persona intrigante o effimero erudito.

Che importa il colore della tua veste terrena, il sapore lontano dei tuoi occhi, vi amo ed è questa la giustizia che cercavo per il mio cuore, il dolce dono che mi son fatto in questo mattino denso di silenzi.

Una rosa o mille, un pensiero solo che viene dal cuore e s’adatta per la moltitudine di occhi che vedo cadere e salire dalla terra al cielo.

Negli occhi, nei pensieri, nel migrare di passaggi e di sguardi che mi sfiorano, di gesti gentili che mi toccano, di parole che nascono come fiori e donano nettare sublime.

Per un attimo o cento secoli vi amo del vostro dire e fare, vi amo.

Per i bicchieri di vino versati, per le gocce di sudore vissute, per l’amore dato e per quello perso, io vi amo perché il mio sangue è il vostro sangue, la mia vita è la vostra vita.

In ginocchio è la nuvola in cielo e aspetta che il tramonto fiorisca tra le sue trame e aspetta paziente che tutto accada, e che l’amore del sole tocchi un’ultima volta il suo effimero vivere.

La nuvola si disperde, evapora, piange lacrime, sparisce, ma il sole l’ha amata per tutto il tempo necessario, un attimo splendente e poi via, ad una nuova trasformazione.

È così l’amore, ci trasforma, ci fa morire, si fa bello ai nostri occhi e dipinge le ombre delle nostre paure con ricami delicati.

Io vi amo per tutto ciò che mi date dal mattino alla sera, per la cecità dei vostri passi che colorano di luce la mia vita, per i gesti non fatti, per le parole non dette.

Vi amo questo sento.

Due righe e un’altra nuvola che chiede amore e luce ed è così che va avanti la vita.

 

 

 

 

 

Chissàdovesei

Chissàdovevai

Chissàchevuoi

 

© copyright Akkuaria 2007