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Forse assai belle e simboliche
di Antonio Anzani
Una scultura dalle forme assai belle, ma altrettanto simboliche.
I seni generosi non sono certo scolpiti per esprimere sensualità alle
figure di Failla, spesso acefale e sovente ridotte all'essenzialità del busto: ad un
centro ideale della vita rappresentato, appunto. dai grandi seni e dal pube spesso
marcato.
Certo, in qualche figura potrebbe cogliersi un senso di offerta di sé:
ma è un'offerta che non vuole essere sensuale, bensì "materna ", nel senso
ancestrale del termine: madre della vita, nutrice della vita, donatrice della vita.
A riprova, quasi, di ciò, le sculture nelle quali la figura
femminile potrebbe avere un significato erotico attraverso le schiene ed i glutei di
levigata bellezza classica, la donna, pudicamente, volge altrove la testa e o sguardo.
Credo - tutto ciò non può che essere opinabile - che lo
scultore veda la donna quale elemento primordiale della natura, da con spesso, con
l'albero, in un simbolismo raffinato e profondo denso di significazioni quasi mitiche o,
addirittura, emergente dall'elemento materiale che sembra affluire dalle sue chiome.
Un inno alla donna, comunque, ed alla sua dignità di mater, di vis primigenia, di forza
vitale.
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