'La notte sta per finire di Paola Ragaglia
Paola Ragaglia nasce a Catania nel 1971. Fino alla sua maggiore età risiede ad Augusta. Ritorna, poi, nella sua città natale per seguire gli studi universitari. Nel 1998, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche, si trasferisce, per motivi di lavoro, a Milano. Raggiunta un'adeguata sistemazione lavorativa, si dedica al volontariato. Aderisce così a varie iniziative proposte da diverse Associazioni, e impiega parecchio del suo tempo presso strutture che promuovono la tutela e difesa degli animali. La lontananza dalla città natale e dalla famiglia la inducono fortemente a guardarsi indietro negli anni, e a percepire come la voglia di crescere l'ha fatta correre in fretta.
Così, nel formulare un veloce bilancio, si accorge d'aver lasciato alle spalle gli anni della fanciullezza e la gioia della spensieratezza. Per colmare questo suo reale senso di perdita chiede aiuto alla penna, amica fedele dei diari di un tempo.. Ed ecco che il bisogno di respirare quella vita che ormai è alle spalle, riappare con il suo primo verso: "Vorrei essere ancora bimba / quando credevo in ogni cosa / quando il sole mi riscaldava". Avviene così il magico incontro con la poesia e sono i suoi versi ad attutire la nostalgia dei profumi e dei colori della terra, della mancanza della famiglia, degli amici d'infanzia, degli affetti e dei ricordi più cari. "Adesso non vivo più nei campi dorati / ogni sensazione della/ fanciullezza m'è stata distrutta / il cuore è cambiato e odio ciò che sono diventata / così il sole non mi riscalda più". La vita guarda in avanti e non indietro. Per soffocare il distacco dalla sua terra, sempre viva e presente, Paola, pur strappandosi il cuore uccide il dolore che urla da dentro il petto. È l'inevitabile compromesso della vita che ci spinge a cambiare e per accettare ciò Paola s'ubriaca di suoni "per non sentire più le lame / che trafiggono l'anima". Però, per Paola, oggi c'è la consapevolezza di aver fatto una giusta scelta ed è grata alla città di Milano che l'ha accolta a braccia aperte.
Vera Ambra
CAMPI DORATI Vorrei essere ancora bimba quando il sole mi riscaldava e credevo in ogni cosa. Adesso non vivo nei campi dorati, ogni sensazione della fanciullezza m'è stata distrutta l'animo è cambiato e odio ciò che sono diventata. Sto cadendo e dovrei farmi strada e non lasciarmi travolgere da pensieri confusi. Cerco di mandare via il dolore, ma resta, tenace fin quando riuscirò ad estirparlo dal fondo del cuore. Credere in me. ho solo costruito un incubo un mondo dove amo rifugiarmi. Eppure il sole tornerà a scaldarmi e dovrei muovermi, non spaventarmi da ciò che vedo. Invece resto qui paralizzata dalla paura, abbagliata dalle lacrime al sicuro, nascosta nelle tenebre della notte.
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