Ovidio Nasone Publio

Augusteo, arrivò a Roma in età giovanile con il fratello per compiere gli studi di retorica in vista di una futura carriera politica. Si interessò invece di poesia e gli studi di retorica gli furono in seguito assai utili per la sua attività di poeta.

La sua vita a Roma inizialmente fu quella di un uomo di successo, sia come poeta che come persona pubblica. Ricoprì cariche politiche, si sposò tre volte (l'ultimo matrimonio fu quello più significativo e felice) e compì numerosi viaggi in Grecia, in Sicilia in Asia e in Egitto da cui trasse una vasta conoscenza della cultura ellenistica. Conobbe inoltre i maggiori scrittori del suo tempo, Orazio, Gallo e Properzio. Ma una disgrazia lo colpì inaspettatamente l'8 d.C.: un decreto di Augusto gli impose l'esilio in Romania presso Tomi l'odierna Costanza e le sue opere furono bruciate come immorali. Nonostante le varie ipotesi, rimangono tuttora oscure le cause della sua condanna all'esilio.

 
Ovidio Nasone Publio

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