Orazio
Il potere degli Dei
Tiepido e incostante cultore degli Dei, mentre, tronfio di una folle dottrina, vado errando, a voltare le vele sono costretto e a riprendere la rotta
abbandonata, perché Dio padre, che sempre fende le nubi col fuoco dei lampi, ora nel cielo sereno ha lanciato in volo col cocchio i cavalli tonanti, e tremano il massiccio della terra, i fiumi che scorrono, lo Stige, l'orribile e odiato antro di Tenaro, il confine di Atlante. La divinità può mutare l'infino
in sommo, avvilire chi è al vertice, mettendo in luce ciò che e' oscuro; e la fortuna con acuto stridore a forza strappa all'uno la tiara, all'altro la dona.
Autore: Quinto Flacco Orazio (65 Venosa - 8 a.C. Roma?) Note: Poeta classico per antonomasia per la limpidezza del linguaggio e l' armonia dei versi. La sua opera si pone come modello della tradizione culturale occidentale.
Opere: Epodi, Satire, Odi, Epistole.
|