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TANCREDI

"Di tanti palpiti" (I, 5)

Melodramma eroico in 2 atti di G. Rossi, musica di O. Rossini. Venezia, 1813

dalle più belle Arie dell'Opera Lirica


L’eroe medievale torna a Siracusa e crede di esser tradito da Amenaide.

Combatte comunque per lei, vince e scopre l’equivoco.



Tancredi (c.). Siracusa, parco sul mare



Oh patria! — dolce, e ingrata patria! alfine

a te ritorno! — Io ti saluto, o cara

terra degli avi miei: ti bacio. — È questo

per me giorno sereno:

commcia il cor a respirarmi in seno.

Amenaide! o mio pensier soave,

solo de miei sospir, de’ voti miei

celeste oggetto, io venni alfin: io voglio,

sfidando il mio destin, qualunque sia,

meritarti, o perir, anima mia.

Tu che accendi questo core,

tu che desti il valor mio,

alma gloria, dolce amore,

secondate il bel desio,

cada un empio traditore,

coronate la mia fé.

Di tanti palpiti,

di tante pene,

da te mio bene,

spero mercé.

Mi rivedrai...

ti rivedrò...

ne’ tuoi bei rai

mi pascerò.

Deliri — sospiri...

accenti — contenti!...

Sarà felice — il cor mel dice,

il mio destino — vicino a te.


Tancredi rimpatria, in incognito, scendendo da una navicella.


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