Roma, 22 aprile 2003
Placido Domingo al Teatro dell'Opera
In un affollata conferenza stampa tenutasi nel foyer del Teatro dell'Opera, è stato
presentato "Sly, ovvero la leggenda del dormiente risvegliato" di Ermanno
Wolf-Ferrari , terza opera in cartellone della stagione 2003 del Teatro dell'Opera di
Roma, protagonista Placido Domingo. L'allestimento viene da Washington Opera, di cui il
famoso tenore è direttore artistico dalla stagione 1996/97, ed è a cura di sua moglie,
Marta.
Nonostante fossero presenti il direttore d'orchestra dello spettacolo Renato Palumbo, la
regista Marta Domingo, il soprano Elisabette Matos e gli altri protagonisti dello
spettacolo, l'attenzione di tutti i giornalisti presenti è stata per lui, Placido
Domingo, letteralmente subissato di domande.
Il tenore, in gran forma e di umore eccellente, ha risposto a tutti con la consueta
simpatia e cortesia, pregando alla fine, quasi con un filo di voce:
"Non mi
fate più domande: devo cantare, fra poco ho la generale!"
Ha avuto un
unico, comprensibile, momento di stizza quando gli è stato chiesto per l'ennesima volta
quanti anni abbia in realtà: "Sono nato nel '41. Questa storia che io sia più
vecchio l'ha messa in giro Giacomo Lauri Volpi. L'avevo invitato ad un mio concerto in
Spagna, lui mi ha ascoltato e ha deciso che la mia non poteva essere la voce di un
ventenne, come ero io allora, e sul suo libro, 'Voci parallele', ha scritto di me che ero
nato nel 1935. Questa storia è stata ripresa da Giorgio Gualerzi e mi perseguita da
allora. Io inviterei questi signori a prendere un aereo e ad andare a controllare il mio
certificato di nascita al municipio di Madrid, o alla chiesa dove sono stato battezzato!
Voi scrivete pure quello che volete, anche che ho 75 anni, se vi fa piacere!"
Domingo, com'è ovvio, ha parlato soprattutto dell'opera "Sly", nonché dei
prossimi impegni in Italia e dei nuovi ruoli che lo attendono.
Ecco una sintesi di quello che ha detto.
"Sly è un'opera che è stata amata molto poco dalla critica del tempo. Non dobbiamo
meravigliarci troppo: i critici di allora non apprezzavano non solo Giordano e Mascagni,
ma nemmeno Puccini.
La prima fu data alla Scala nel 1927, con un protagonista illustre come Aureliano Pertile
e un grande direttore sul podio, Ettore Panizza. Recentemente, nel 1998, è stata
riproposta dal mio caro amico Josè Carreras a Zurigo e poi, nel 1999, con questo
allestimento che vedrete, a Washington. Questa produzione è andata prima a Tokyo, sempre
con Carreras, e poi al Metropolitan di New York. Questa volta l'ho cantata io.
"Erano anni che pensavo a "Sly", che avevo ascoltato una ventina d'anni fa
in tedesco in Germania, e, finalmente, si è presentata l'occasione. Mi piace far rivivere
le opere belle e dimenticate, dopo oltre 200 rappresentazioni di 'Tosca', penso proprio di
potermelo permettere!
"Sly è un poeta incompreso, che trova conforto solo nella bottiglia. E' un uomo che
non viene accettato in società, non molto diverso da altri grandi geni del passato, come
possono essere stati Beethoven o Goya.
"Musicalmente è una parte ardua. Non arriva molto in alto con gli acuti, ma vi
arriva gradualmente, semitono dopo semitono, e questo è molto più stancante da cantare
che andare direttamente sugli acuti . In questo modo, un la bemolle diventa difficile come
se fosse un si bemolle. E' una parte che va cantata con la sensibilità del verismo e il
rigore del classicismo, la sua difficoltà è nel cromatismo e nel colore.
L'opera non richiede solo un grande protagonista, come lo è stato Aureliano Pertile alla
prima, ma anche un grande soprano per il ruolo di Dolly, qui interpretato da Elisabette
Matos, con la quale ho già cantato, e un bravo baritono. Per poterla mettere in scena
adeguatamente occorrono quindi molti cantanti all'altezza.
"Io sono personalmente affezionato a Wolf-Ferrari. Molti anni fa, quando Marta ed io
eravamo fidanzati, ci esibivamo con altri artisti nei salotti. Il nostro programma
consisteva ne 'Il Segreto di Susanna' di Wolf-Ferrari abbinato a 'Il Telefono' di Menotti.
Marta cantava ne 'Il Segreto di Susanna' con un baritono, mentre io suonavo il pianoforte,
visto che non avevamo l'orchestra.

"Mia moglie Marta è la regista di questo allestimento. Sono abituato ad essere
diretto da lei, perché mi ha sempre dato consigli preziosi nel corso di tutta la mia
carriera. Mia moglie è stata una grande cantante, poi ha deciso di ritirarsi -e, tengo a
precisarlo, questa decisione è stata soltanto sua- perché trovava difficile
conciliare la carriera con la famiglia e i figli. Da allora si è sempre occupata della
mia attività. E' sempre venuta a sentirmi durante le prove in teatro e a consigliarmi
sotto tutti i punti di vista.
Si è avvicinata alla regia per caso una decina d'anni fa, con un 'Sansone e Dalila', e
poi ha continuato. Il lavoro di regista è faticosissimo, deve rimanere in teatro anche
10-12 ore al giorno, seguendo tutte le prove. Adesso mi rimprovera e mi dice: 'Quando mi
fai riposare?' Per me può riposarsi quando e quanto vuole, ma se le sue produzioni
vengono richieste dai teatri, è costretta a seguirle.
"Sono molto felice di tornare a cantare a Roma, in questo bel teatro. Qui ho cantato
'Parsifal' con i complessi del Covent Garden di Londra, 'Fedora' e poi ho avuto l'onore di
dirigere 'Tosca' nel giorno del centenario.
"In giro vi sono molti giovani cantanti molto bravi, soprattutto soprani e tenori.
Purtroppo mancano i baritoni, dei quali c'è grande bisogno. Con il mio concorso
'Operalia' cerco di dare alcune opportunità a questi giovani di talento, poi sta a loro,
con lo studio e l'impegno sfruttare al massimo queste possibilità.
Oggi, ci sono molti più teatri che qualche anno fa, anche piccoli, in piccole città, ma
ci sono. Questo significa che i giovani cantanti hanno oggi più possibilità di esibirsi
che nel passato, e quindi di farsi conoscere. Da questo punto di vista sono più
fortunati.
"Lunedì 28 aprile canterò ad Ancona 'Canto di Pace' di Marco Tutino, su un testo di
Sua Santità Giovanni Paolo II, pronunciato per la prima volta ad Assisi nel 2002. Quando
abbiamo fissato la data, non avremmo mai immaginato quanto potesse essere attuale con la
guerra in corso.
Ho già cantato per il Papa, ma non in Italia, mi ha ricevuto con la mia famiglia e ho
avuto il grande dono della sua benedizione.
"A giugno canterò agli Arcimboldi nella zarzuela 'Luisa Fernanda' di Federico Moreno
Torroba.
Anni fa ho presentato un concerto di arie tratte da zarzuelas alla Scala, che ebbe un
successo tale che mi hanno chiesto di farne un altro. Io allora gli ho proposto di
eseguire una zarzuela per intero, visto che adesso gli spettatori hanno la possibilità di
seguire il testo sui piccoli schermi posti sugli schienali delle poltrone. Sarà in forma
semiscenica, con i cantanti in abito da sera e non in costume, e ci saranno anche i
dialoghi, che nelle zarzuelas sono molto importanti.
Vi sono due parti maschili principali, Javier, tenore, e Vidal Hernando, baritono, che
sarà il ruolo che interpreterò. Bisogna però tener presente che il baritono della
zarzuela è molto più acuto che nel repertorio operistico tradizionale.
Io conosco da sempre, posso dire dalla culla, 'Luisa Fernanda'. I miei genitori erano
cantanti e avevano una loro compagnia di zarzuela. Mio padre, baritono, cantava la parte
di Vidal Hernando, mentre mia madre, soprano, era Luisa Fernanda. Mia madre avrà cantato
in tutta la sua carriera 500-600 recite di 'Luisa Fernanda', e sicuramente sbaglio per
difetto!
"Ho cantato in tutto in 119 opere diverse, la 120-esima sarà una prima assoluta,
'Nicholas and Alexandra' di Debora Dratel a Los Angeles, dove sarò Rasputin. Sto
preparando anche 'Cyrano' di Alfano, 'Tamerlano' di Haendel e 'L'ultimo Imperatore' di Tan
Dun, che canterò al Metropolitan di New York."
Questo ci ha
raccontato Placido Domingo. Io, di mio, voglio aggiungere una piccola curiosità: sapevate
che quando non era ancora ventenne il grande tenore è stato per breve periodo pianista
accompagnatore del Ballet Concierto de Mexico?
Nelle foto, Placido Domingo da solo e con sua moglie Marta durante la conferenza stampa
al Teatro dell'Opera. Immagini di Corrado Maria Falsini, www.falsini.com
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