L'ORFEO

 

 

 

Favola in musica in 5 atti dì A. Striggio jr., musica di C. Monteverdi. Mantova, 1607.
Orfeo perde la moglie Euridice, che va a riprendere presso i morti ma poi riperde.
Alla fine sarà accolto in cielo da Apollo.

dalle più belle Arie dell'Opera Lirica

 



Orfeo (t.). Nei campi di Tracia.

 

Vi ricorda, o boschi ombrosi (Il)


Vi ricorda, o boschi ombrosi,
de’ miei lunghi aspri tormenti,
quando i sassi a’ miei lamenti
rispondean, fatti pietosi?
Dite, allor non vi sembrai
più d’ogni altro sconsolato?
Or fortuna ha stil cangiato
ed ha vòlti in festa i guai.
Vissi già mesto e dolente,
or gioisco, e quegli affanni
che sofferti ho per tant’anni
fan più caro il ben presente.
Sol per te, bella Euridice,
benedico il mio tormento,
dopo ‘1 duol vie più contento,
dopo ‘1 mal vie più felice.

***

   Al colmo della gioia per l’avvenuto e tanto sospirato matrimonio con Euridice, Orfeo si rivolge all’ameno paesaggio della Grecia del mito cantando questa mirabile aria strofica, d’una semplicità e freschezza tanto più notevole se confrontata cori la sontuosa complessità dell’aria del terzo atto.
La graziosa melodia, accompagnata dal basso continuo ma intervallata da ritornelli per quattro strumenti e continuo, scandisce precisamente l’ottonario, attribuendo valori più lunghi alle sillabe accentate, e in ogni strofa ripete sempre il primo verso, subito dopo la formulazione e alla fine.

Sicché la musica allunga la quartina in sestina. Pur perdendo Euridice per sempre, l’Orfeo di Monteverdi finirà lietamente, ascendendo al cielo in compagnia di Apollo.

Così nella partitura, perché nel libretto il finale risulta triste. Francesco Rasi creò la paste, nel ‘900 interpretata anche da Lajos Kozma.

 

 

Addio, addio, o miei sospiri,

Orfeo's aria from Orfeo ed Euridice

Addio, addio, o miei sospiri,
Han speme i miei desiri;
Per lei soffrir vo' tutto,
Ed ogni duolo sfidar.
Veder ben vogl'io l'inferno,
I figli d'Orco vincer,
Quei tutti superar!

© copyright Akkuaria 2003
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