FRANCESCO CILEA

 

 

Nato il 23 luglio 1866 manifestò ancor fanciullo la sua predisposizione per la musica rivelatasi prepotentemente dall’ascolto del finale della Norma di Vincenzo Bellini eseguito dal complesso musicale cittadino diretto dal suo primo docente.

Avviato agli studi nel Real Collegio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, si distinse per il suo precoce ingegno guadagnandosi una medaglia d’oro del Ministero della Pubblica istruzione e la nomina a primo alunno maestrino.

Al termine del suo curriculum scolastico presentò come esame finale il melodramma "Gina" rappresentato con successo nel teatrino del Collegio.

Quest'opera gli aprì la strada per la composizione de "La Tilda", melodramma rappresentato nel 1892 nel Teatro Pagliano di Firenze, e al Teatro dell’Esposizione di Vienna.

Successivamente nel Teatro Lirico Internazionale di Milano nel 1897 presentò il dramma di L. Marenco "L’Arlesiana", avendo fra i protagonisti Enrico Caruso.

Nello stesso Teatro Lirico di Milano nel 1902 riscosse un buon successo la commedia-dramma di A. Colautti  "Adriana Lecouvreur", il suo capolavoro.

Ancora a Milano al Teatro alla Scala rappresentò la tragedia "Gloria", diretta da A. Toscanini nel 1907.

Dopo aver composto nel 1913 un Poema Sinfonico in onore di Giuseppe Verdi eseguito al Teatro Carlo Felice di Genova, si dedicò all’insegnamento.

Fu quindi direttore del Conservatorio di Palermo e di Napoli, dove concluse la sua carriera di eminente didatta; a parte la produzione squisitamente teatrale, egli è autore anche di musica sinfonica, vocale, nonchè da camera.

Morì a Varazze il 20 novembre 1950, nella città ligure che gli offrì la cittadinanza onoraria.

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