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DON GIOVANNIDramma giocoso in 2 atti di L. Da Ponte, musica di W. A. Mozart. Praga, 1787
dalle più belle Arie dell'Opera Lirica
Madamina, il catalogo è questo (II,5) Leporelio (bf.). Siviglia, giardino. Madamina, il catalogo è questo delle belle che amò il padron mio; un catalogo egli è che ho fatt’io: osservate, leggete con me. In Italia seicento e quaranta, in Lamagna duecento e trentuna, cento in Francia, in Turchia novantuna, ma in Ispagna son già mille e tre. V’han fra queste contadine, cameriere, cittadine, v ‘han contesse, baronesse, marchesane, principesse, e v’han donne d’ogni grado, d’ogni forma, d’ogni età. Nella bionda egli ha l’usanza di lodar la gentilezza; nella bruna, la costanza; nella bianca, la dolcezza. Vuol d’inverno la grassotta, vuoi d’estate la magrotta; è la grande maestosa, la piccina è ognor vezzosa. Delle vecchie fa conquista per piacer di porle in lista: sua passion predominante è la giovin principiante. Non si picca se sia ricca, se sia brutta, se sia bella: purché porti la gonnella, voi sapete quel che fa. *** Nello stesso primo quadro dell’opera che ha presentato la tentata violenza di don Giovanni ai danni di donna Anna nonché l’uccisione del Commendatore, e nella stessa scena in cui donna Elvira canta «Ah! chi mi dice mai», il buffo servo di don Giovanni illustra alla povera Elvira le prodezze erotiche del suo padrone. |