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CARMINE NATALE

Il Tenore che ha fatto piangere Giulietta Simionato

di Daniele Rubboli

 

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Carmine Natale, tenore napoletano celeberrimo nelle stazioni radiotelevisive del centro Europa e della Germania in particolare, dopo una vita cantata sulle grandi navi da crociera e nei teatri come nella sale da concerto, dove si è imposto come raffinatissimo interprete della romanza da salotto italiana e della storica romanza napoletana, ha ottenuto un mese fa a Milano un successo commovente offrendo un proprio recital alla Casa di Riposo Giuseppe Verdi di Milano.

Un recital che anche per la sua originalità ha richiamato un'autentica folla che lo ha festeggiato assieme a tutti gli ospiti di quella magnifica casa-della-Musica: Carmine Natale ha infatti interpretato tutte le romanze napoletane scritte per Enrico Caruso aggiungendovi quelle firmate dallo stesso mitico tenore vesuviano.

Nelle foto: Carmine Natale con Giulietta Simionato al recital di Casa Verdi a Milano

Anche Milano ha così scoperto un tenore che, in almeno trent'anni di carriera, è stato l'unico vero ambasciatore del buon-canto italiano nel mondo, un artista modesto il quale, senza clamori, si è posto al servizio della nostra lezione melodica interpretandola al meglio, anni luce distante dagli squallori assai più reclamizzati di tanti suoi colleghi napoletani e no, che hanno cavalcato il successo internazionale senza averne alcun merito.

Fare i nomi dei pigmei che hanno venduto e vendono fumo sulla tradizione canora napoletana non è simpatico e soprattutto non appartiene allo stile di Carmine Natale che con la sua voce brunita, il suo variegare dei toni, la sua straordinaria musicalità ha incantato il pubblico milanese e commosso fino alle lacrime Giulietta Simionato, presidente della Associazione Amici di Casa Verdi che ha pubblicamente dichiarato, al termine del recital: «Da anni non mi capitava di ascoltare una così grande e nobile voce di tenore che mi ha riportato agli anni della mia giovinezza artistica quando i miei grandi colleghi cantavano come lui».
E Carmine Natale, a sua volta profondamente commosso, ha confessato di avere un sogno nel cassetto: vorrebbe coronare la propria carriera con un debutto teatrale in un'opera di Giuseppe Verdi. Ha pronto "Otello" e con il maestro Roberto Negri di Milano ha messo a punto "Simon Boccanegra".
In questi giorni ha lasciato la Germania per un po' di vacanza nella sua villa sul Lago di Garda dove però continua a studiare per realizzare questo sogno che non gli può essere negato. In un teatro che rincorre la scoperta di giovani cantanti sempre più giovani e più inattesi, andare per una volta contro corrente e scoprire un veterano del canto che nessuno si aspetta, creerà ugualmente un evento e sarà resa giustizia all'ultima grande voce napoletana del '900.

 

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