Stagione 2008
TEATRO MASSIMO VINCENZO BELLINI
La Prima di Werther
al Massimo Bellini
di Alessandro Scardaci

Riprende la stagione lirica catanese con il Werther di Jules massenet,
assente da venti anni dal nostro teatro. Molti gli applausi ed i
consensi a fine serata.
Seppur con qualche inflessione, i due protagonisti, Il tenore Fernando
Portari nel ruolo di Werther e Laura Polverelli nel ruolo di Charlotte,
hanno saputo ben rispettare la forma dialogica dei ruoli, mettendo in
risalto l'aspetto intimista attorno a cui l'opera orbita. Sophie,
interpretata deliziosamente da Gabriella Costa, ha dato una nota di
colore riducendo la tensione che domina sull'opera.
Il ruolo di Albert, trascurato dallo stesso Massenet, dà pochi spazi
espressivi a chi canta, se non nella breve aria del primo atto "Elle mame",
che il baritono Fabio Previati ha interpretato in maniera
dignitosa.
Il ruolo del gaudente borgomastro è stato tenuto da Riccardo Ferrari e
seppur si tratta di una piccola parte, l'artista ha saputo ritagliarsi
il proprio spazio, rendendo il ruolo non anonimo. Lo stesso si può dire
degli amici Schmidt (Aldo Orsolini) Johann (Angelo Nardinocchi). Grazioso
il coretto dei bambini diretto da Elisa Poidomani.
Personaggi ed interpreti
Werther: Fernando Portari, Fernando Del Valle (11, 15, 17, 19)
Il borgomastro Riccardo Ferrari
Charlotte: Laura Polverelli, Nidia Palacios (11, 15, 17, 19)
Albert: Fabio Previati, Armando Ariostini (15, 17, 18, 19)
Schmidt: Aldo Orsolini
Johann: Angelo Nardinocchi
Sophie: Gabriella Costa, Rossana Potenza (11, 15, 17, 19)
Direttore
STEFANO RANZANI
Regia
VINCENZO LA SCOLA
Scene e costumi
BENI MONTRESOR
Luci
BRUNO CIULLI
Maestro del coro
TIZIANA CARLINI
Maestro del coro di voci bianche
ELISA POIDOMANI
Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
Orchestra, coro e tecnici del Teatro Massimo Bellini
Coro di voci bianche "Gaudeamus Igitur" Concentus

La trama
Atto primo. L'azione si svolge nel Luglio 178... nei dintorni di
Francoforte, a casa del Borgomastro, che sta insegnando ai suoi figli un
canto di Natale. E' in scena Sophie, mentre la sorella maggiore
Charlotte si sta preparando per un ballo. Sopraggiungono
gli amici del Borgomastro Johan e Shmidt che invitano il Borgomastro
apassar la serata con loro a bere e gozzovigliare. Giunge Werther,
invitato anch'egli al ballo ed il Borgomastro lo presenta A Charlotte
giunta nel frattempo. Mentre tutti sono al ballo, Sophie, rimasta sola a
casa, viene raggiunta da Albert, fidanzato di Charlotte, che ritorna
dopo un viaggio durato alcuni mesi e rimane quasi contrariato
dall'assenza di Charlotte, ma Sophie lo rassicura: sua sorella lo ha
sempre pensato. I due si congedano e rientrano Werther e Charlotte: il
giovane le dichiara il suo amore, ma la ragazza gli parla della
promessa, fatta alla madre morente, di sposare Albert. Werther, pur
disperato, non si oppone.
Atto secondo. Nella piazza di Wetzlar(Settembre178...) si
celebrano le nozze d’oro del Pastore. Albert e Charlotte sono sposi da
tre mesi e gli amici brindano alla loro unione. L’infelice Werther, che
da lontano assiste alla festa, viene raggiunto da Albert che, conoscendo
i suoi sentimenti, gli dichiara di stimarlo per la sua lealtà.
Sopraggiunge poi Sophie, a sua volta innamorata di Werther, che gli
chiede di ballare, ma l’invito è respinto. Il giovane vuole parlare con
Charlotte e la attende vicino alla chiesa per dichiararle ancora una
volta il suo amore, ma Charlotte gli consiglia che è meglio allontanarsi
per qualche mese: tornerà a Natale. Fin d’ora Werther inizia a pensare
che solo la morte potrà liberarlo dalla sua infelicità. Rifiuta un nuovo
invito alle danze di Sophie e le comunica che se ne andrà per sempre: a
questa notizia la giovane scoppia in lacrime.
Atto terzo (25 dicembre 178...). La vigilia di Natale nel salotto
della casa di Albert. Charlotte è inquieta e rilegge una lettera di
Werther, mentre Sophie le chiede se sia triste a causa dell’assenza del
giovane Werther. Charlotte non riesce a dissimulare di fronte alla
sorella e cade in un pianto dirotto. Werther sopraggiunge proprio in
quel momento, di ritorno dopo una malattia durante la quale ha
desiderato la morte. Durante il dialogo Werther s'infervora, e Charlotte
per distrarlo gli propone di leggere alcuni versi di Ossian, ma preso
dall'enfasi di quella poesia le strappa un bacio, e la donna fugge.
Werther lascia la casa cosciente che non ci sarà mai felicità per lui.
Poco dopo manda un biglietto ad Albert per chiedergli in prestito le sue
pistole, adducendo il pretesto di un viaggio. Charlotte intuisce la
verità e si precipita a casa di Werther.
Atto quarto. È la notte di Natale. Il giovane giace morente nel
suo studio e, sentendo la voce di Charlotte, si rianima per un attimo,
giusto il tempo di chiedere perdono e invocare una serena sepoltura, per
poi spirare tra le braccia dell’amata. Charlotte gli confessa di averlo
sempre amato e si sente in colpa per aver sacrificato i propri veri
sentimenti a un giuramento. Werther morirà felice di questa confessione.
Da lontano si odono i bambini che cantano il loro inno natalizio.
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