Kālmān e la musica de
La Principessa della czardas

 


Fra i compositori dell’area danubiana, Kālmān si caratterizza per una vena se non proprio drammatica almeno inquieta. Molti sono gli spunti in cui egli sembra tentato di comporre un’opera tzigana, ma che non prevalgono comunque sui ritmi di tre quarti - splendido il valzer lento L’ora d’amor - che si richiamano direttamente al carattere straussiano. L’autore č contenuto nel valzer della Rondinella, popolare nell’ Hurrā!, avvincente in Canta un coro di angioletti. Tra accenti ungheresi e valzer viennesi, Kālmān dimostra giā un’ottima predisposizione per i duetti affidati alla coppia brillante.
Emmerich, non pių Imre, si affeziona a Vienna e non vuole staccarsene. Cosė, il 17 novembre 1915, al Teatro Johann Strauss ha luogo la prima de La Principessa della czardas, protagonista Mizzi Gunther. Noie e difficoltā nella messa in scena. A Kālmān muore improvvisamente il fratello e i tempi non sono rosei: l’assassinio di Serajevo, lo scoppio della guerra. La data della prima č stata fissata per il 13? Kālmān odia questo numero. L’attore Josef Konig (Boni) cade ammalato: rinvio. Rinviare una prima č cattivo segno. Tuttavia, in quattro giorni, bandite le superstizioni, si smussano gli angoli al lavoro, che, rimodellato, ottiene uno dei pių grandi successi della storia operettistica.

 

Emmerich Kālmān
Nulla per Kālmān esercita un richiamo pių intenso del pianoforte: giā da bimbo si estasiava ad ascoltare la sorella Vilmus in un brano di Liszt o nella Scene infantili di Schuman. Per lui la vita č serena e spensierata e nella bella Siofolk, sul lago Balaton, dove č nato il 24 ottobre 1882, non manca neppure il lusso, fino a quanto il papā, commerciante agricolo, non fa bancarotta.

La vita muta: il piccolo Imre subisce uno choc che, pių tardi, si rivelerā nel carattere dolce-amaro delle sue composizioni, negli improvvisi cambiamenti da maggiore a minore.
La famiglia si muove a Budapest in un miserevole e tetro appartamento e fortuna vuole che Bela, uno dei figli, puō impiegarsi in banca. Imre ha undici anni. A scuola č ottimo studente e dā anche ripetizioni. E’ previdente e mette da parte qualche heller: gli sta tanto a cuore un certo acquisto. Un bel giorno puō appagare il suo desiderio: si compera un pianoforte.

Quando lo strumento arriva a casa, Imre va alla tastiera e vi si abbandona completamente: suona la fantasia in re minore di Mozart, le invenzioni di Bach, Schubert, Schumann. La famiglia č stupita, confusa. Il giovane non tarderā a ripetere l’esibizione in pubblico ed č presente Kornel vov Abranyi, che prevede per il giovane virtuoso un roseo futuro concertistico.
Imre vuole la perfezione, ma sottopone i suoi arti a una tensione estrema. Ha uno strappo muscolare, ma, imperterrito, continua fino a che i dolori non lo costringono ad allontanarsi dalla tastiera. Il concertismo č ormai un sogno. Si dā allo studio e alla composizione. Si impiega presso un giornale di Budapest Pesti Narlo, dove č critico musicale arguto e intelligente. Del giornale fa parte Ferenc Molnar.

Di nascosto compone un’operetta, Tartarjas, che satireggia la vita militare austro-ungherese. Il lavoro conquisterā Budapest e anche papā Kālmān.

Venticinquenne, Imre, dopo che aveva giā musicato uno sfortunato Erede di Pereszleny, ha le porte aperte ad un destino luminoso.
S’interessano subito a lui i direttori dell’ an-der-Wien. Karczag e Wallner sono a Budapest, assieme con Leo Fall, per poter portare il lavoro a Vienna. Nella capitale austriaca, Tartarjas diventa Heir Herbstmanover (Manovre d’autunno) ed č salutata dal successo. Vi debutta una delle pių deliziose soubrettes austriache: Louise Kartousch.
E’ l’inizio di una carriera formidabile, che ha contribuito non poco a valorizzare il teatro d’operetta.
Ma anche per Kālmān arriva il 1938: non c’č posto per gli ebrei a Vienna, cosė deve abbandonare la cittā tanto amata. In Germania, giā dal 1933 sono proibite le rappresentazioni delle sue operette.
Sarā l’America la sua seconda patria, la terra del suo amico George Gershwin, che proprio sul pianoforte di Kālmān ha suonato la celebre Rapsodia in blu.
Kālmān dovrebbe collaborare con Lorenz Hart, ma ciō non puō avvenire, data la prematura morte del famoso librettista e liricista di Broadway.
A guerra finita, torna in Europa con la famiglia: la bella moglie Vera e i tre figli. Passerā gli ultimi due anni della sua vita a Parigi, dove si spegne il 30 ottobre 1953. Il figlio Charles, nato a Vienna nel novembre 1929, intraprende la carriera del padre. Il primo lavoro, frutto della collaborazione con la sorella Elisabeth, autrice del testo, č del 1955 e s’intitola Wir reisen um die Welt: tra le altre sue operette, Rendez-vous mit dem Leben (1960) e l’affascinante Atonia (1970).


Il Teatro di Stato dell’Opera Magiara di Cluj

Cluj, sorta nei pressi della colonia romana di Napoca, colonizzata verso il XII secolo dai Sassoni, dopo lotte religiose fra cattolici e riformati nel XVI secolo, divenne centro di cultura magiara, facendo parte dell’Impero Asburgico. Contesa fra Ungheria e Romania, passō sotto quest’ultima una prima volta nel 1914 e poi, definitivamente, nel 1947. Oggi č l’unica cittā al mondo che puō disporre di due Teatri d’Opera di lingua diversa: uno in romena e l’altro in ungherese.
Il Teatro di Stato dell’Opera Magiara di Cluj ha iniziato la sua attivitā nel lontano 1782. Durante la sua lunga storia sono state allestite moltissime opere liriche, sempre di altissimo livello artistico e, molto spesso, andate in scena subito dopo il loro debutto mondiale.
Nel 1906 č stato inaugurato il grande Teatro dell’Opera (attuale sede), consentendo una maggiore possibilitā di effettuare allestimenti scenici di ben pių largo respiro e di assoluta spettacolaritā, oltre all’annoverare, cosė, un repertorio vastissimo e di indubbio prestigio. Attualmente, con un organico di oltre 300 persone, comprende circa 50 spettacoli, suddivisi tra Opere, Operette e Balletti, con particolare riguardo alle produzioni pių significative dei compositori ungheresi. Alcuni di questi straordinari allestimenti sono stati pių volte richiesti anche per varie tournée all’estero: Austria, Polonia, Olanda, Svizzera, Italia, etc., riportando ovunque strepitosi successi sia da parte del pubblico che della critica.
La prima rappresentazione de La Principessa della Czardas di Emmerich Kālmān, allestita dal Teatro di Stato dell’Opera Magiara di Cluj, risale al 25 aprile 1917: poco pių di un anno e mezzo dalla prima mondiale andata in scena a Vienna il 17 novembre 1915.

 

Š copyright Akkuaria 2003
Scrivici