al Teatro Comunale di Adria in onore del tenore Florindo Andreolli, ma soprattutto, per ricordare la figura del grande soprano Rosetta Pampanini   

di Nicola Berti

 

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Uno dei maggiori eventi del "Settembre adriese 2003" è senza dubbio la manifestazione lirica che si terrà sabato 27 settembre a partire dalle ore 21.15 presso il Teatro Comunale di Adria. L’iniziativa si realizzerà in due fasi: nella prima si esibiranno i vincitori del 2.o Concorso Nazionale per romanze da camera "F. Andreolli", nella seconda si terrà il concerto lirico commemorativo nel trentesimo anniversario della scomparsa del soprano Rosetta Pampanini ed in memoria del tenore adriese Florindo Andreolli. Rosetta Pampanini nacque a Milano il 2 settembre 1896 e si spense a Corbola (Rovigo) il 2 agosto 1973. Il padre Gerolamo, ufficiale dell’esercito si trovava a quel tempo a Milano, ma le sue origini erano Polesane. Rosetta forse ereditò dalla madre Cleofe Cattaneo quel canto dolcissimo che fu una delle sue peculiari doti di vera ed autentica artista. Il suo esordio avvenne al Teatro Nazionale di Roma il 3 marzo 1920 con "Carmen" di Bizet (dieci rappresentazioni).

Nel ’21 la troviamo al Regio di Torino in Faust e nel ’23, dopo un periodo di perfezionamento, apparve al San Carlo di Napoli con quattro rappresentazioni di "Colomba" di N. van Westerhout e quattro di "Otello" di G. Verdi diretta in entrambe le opere dal cavarzerano Tullio Serafin. Il suo vero esordio, per i biografi ufficiali, avvenne al Comunale di Bologna con "La Bohème" di G. Puccini nel dicembre del 1924 con cinque rappresentazioni. Notata da Arturo Toscanini, volle portarla con sé alla Scala per la prima ripresa di "Madama Butterfly" nella parte della protagonista (Cio-Cio-San) che sembrava scritta apposta per lei e che diventerà famosa proprio in questo suo ruolo. Dopo le dodici rappresentazioni alla Scala, si apersero i teatri di tutto il mondo dove no interpretò esclusivamente opere pucciniane, ma anche altri melodrammi come "Andrea Chénier", "Cavalleria Rusticana", "Faust", "Lohengrin", "La Forza del Destino", "Pagliacci", "Wally", ecc. Nel 1947 la sua ultima rappresentazione: "Tosca". Già da alcuni anni si era dedicata con molto impegno all’insegnamento. Allievo della Pampanini, fu anche il tenore Florindo Andreolli che si distinse subito per la sua vitalità e capacità interpretativa. Debuttò alla Fenice nel 1951 in "Gianni Schicchi".

E’ stato un artista versatilissimo, aveva in repertorio 121 melodrammi di ben 61 autori, da Monteverdi a Henze, cantanti in italiano, francese, russo e tedesco, per un totale di 152 personaggi tenendo conto che anche in un’opera sola riusciva ad interpretare più di un personaggio. Al tenore adriese è stato intitolato il Concorso nazionale di composizione per romanze da camera giunto alla sua seconda edizione. La commissione giudicatrice (formata, tra l’altro, da musicisti, compositori, docenti e critici come Leonello Capodaglio, Marco Ghiglione, Luigi Donorà, Leopoldo Mosca) ha assegnato in questa edizione due terzi premi ex aequo ed ha fatto una segnalazione. I vincitori sono Giacomo Cavo di Genova con il brano "Mio ideale", Andrea Bonanno di Roma con "Sonetto XXIX" e Pier Paolo Buti con il brano "Rapido fiume". I brani premiati saranno interpretati dal soprano Enrica Mari e dal mezzosoprano Miryam Rubini. Seguirà il concerto commemorativo che proporrà il seguente programma i cui interpreti saranno Simonetta Casellato (soprano), Miryam Rubini (mezzosoprano), Tranquillo Giussani (tenore) ed Enrico Rinaldo (basso) accompagnati al pianoforte dal m.o Leopoldo Mosca: J. E Halévy, "La Juive": Si la rigueur (basso); G. Rossini, "Tancredi": Di tanti palpiti (mezzosoprano); R. Leoncavallo, "Pagliacci": Vesti la giubba (tenore); A. Boito, "Mefistofele": L’altra notte in fondo al mare (soprano); G. Verdi, "Macbeth": Come dal ciel precipita (basso); G. Bizet, "Carmen": En vain pour éviter (mezzosoprano); U. Giordano, "Fedora": Amor ti vieta (tenore); G. Puccini, "Manon Lescaut": Sola...perduta, abbandonata (soprano); J. Offenbach, "Les Contes d’Hoffmann: Belle nuit, ô nuit d’amour (duetto); G. Rossini, "Il Barbiere di Siviglia": La calunnia è un venticello (basso); G. Verdi, "Otello": Giù nella notte densa (duetto).

Nella foto: Rosetta Pampanini con Beniamino Gigli

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