Non esiste un vascello veloce come un libro
Emily Elizabeth Dichinson nella
breve lirica, attraverso la metafora del vascello, ci mostra che il viaggio più
esaltante è quello dell’anima. Con la fantasia, infatti, ognuno di noi può
viaggiare in un’infinità di mondi e luoghi lontani senza pagare il pedaggio. Il
viaggio è qui inteso come ricerca di nuovi orizzonti spirituali e liberi spazi
ed è espresso con l’agilità del verso, l’eliminazione della punteggiatura e con
semplici lineette in funzione di scansione ritmica.
Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane¹ né corsieri come una pagina di poesie che si impenna ² - questa traversata può farla anche il povero senza oppressione di pedaggio ³ - tanto è frugale il carro dell’anima. There is no Frigate like a Book To take us Lands away Nor any Coursers like a Page Of prancing Poetry - This Travel may the poorest take Without oppress of Toll – How frugal is the Chariot That bears the Human soul. Note
Schema metrico: versi liberi 1. Non esiste…lontane: la lettura ci porta con la fantasia in mondi e luoghi lontani dalla realtà. 2. né corsieri…si impenna: non esistono cavalli da corsa (corsieri) che possono eguagliare la velocità di una penna che si slancia come un cavallo (si impenna) verso dimensioni fantastiche. 3. questa…pedaggio: la traversata, il viaggio con la fantasia possono farlo tutti, perché non presenta problemi (oppressione) di costo (pedaggio). 4. tanto…dell’anima: la possibilità di viaggiare con lo spirito (il carro dell’anima) è un fatto estremamente semplice (frugale), privo di difficoltà. Emily Elizabeth Dichinson (Amherst, Massachusetts, 1830 – 1886) Poetessa statunitense dalla personalità complessa e introversa, trascorse l’intera esistenza nella casa paterna incapace di comunicare con il mondo esterno. Gli unici spostamenti che compì furono quello a Washington nel 1855, quando con la sorella si recò a trovare il padre deputato al Congresso, e i brevi viaggi compiuti a Boston e Cambridge. Anche le amicizie furono rare, ma profonde, e scelte fra gli estimatori della sua poesia. I suoi studi furono irregolari, frequentò prima l'Accademia di Amherst e poi nel 1847-48, il seminario femminile di Mount Holyoke (South Hadley), che abbandonò dopo aver fatto il suo primo gesto "eretico": il rifiuto do professarsi pubblicamente cristiana. Nel 1860, dopo la partenza del reverendo Wadsworth, a cui faceva leggere le sue poesie, iniziò un isolamento volontario nella propria stanza dove trascorse l’ultimi anni della sua vita. A parte sette liriche, la sua produzione poetica fu pubblicata dopo la sua morte e la prima e completa edizione critica delle sue opere fu fatta soltanto nel 1955. I temi fondamentali espressi dall’autrice sono l’amore, la morte, la cieca potenza della natura, l’assenza di Dio e la ricerca della verità. La Dickinson è considerata oggi tra i più grandi lirici moderni. Termine Accento - nella metrica accentuativa, detta anche ritmica, è l'aumento dell'intensità sonora su alcune sillabe del verso; e coincide di norma, con l'accento tonico di alcune parole che costituiscono il verso stesso. Questo risulta dall'alternarsi (ritmo) di sillabe toniche (accentate e di sillabe atone (non accentate), oltre che al numero di sillabe che lo costituiscono, dalle pause e dalle cesure (o posizione e ictus, come si dice oggi).
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