L'occhio della luna

 

L'automne est morte souviens-t'en
Nous ne nous verrons plus sur terre
Odeur du temps brin de bruyère
Et souviens-toi que je t'attends
(Guillaume Apollinaire).

 

L'occhio della luna
sorveglia la notte
sotto una palpebra di nubi
Note di stelle
compongono melodie
su un pentagramma blu
Un rosso ribollente
e lontano nel fuoco
incorona il vulcano
in un chiaroscuro di lampi
sopra di me
il tuo corpo ondeggia:
è un sussurro
l'urlo che trattengo,
i tuoi spasimi violenti
sono già un dolcissimo canto.
 

 

l'ombra del tuo corpo
disteso sulla spiaggia
il granello di sabbia
che graffiava il tuo inguine
ed ero la spuma del mare
che leccava le tue caviglie
il filo di perle
che gocciava da dentro il tuo ventre
il sole tropicale
che cavalcava la tua pelle e
l'androgina brezza
che ti inturgidiva i capezzoli…
erano mie le labbra
che inumidivano le tue cosce e
mie le mani
che serravano i tuoi glutei,
arrossandoli, e miei gli occhi
che morivano nei tuoi e
e ora tu sei così lontana
che il tuo ricordo
è una rosa dalle tante spine
rossa di vergogna di sangue e di rabbia
DOVE SEI? 

 

Marco Marino

 
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