Canto d'Irlanda

 

Ci sono tetti scuri
e bianchi abbaini
che sorreggono il vasto cielo d'Irlanda,
e un giardino umido smeraldo
come tappeto per i suoi piedi.
 

Laggiù il mare brilla
di foschia e mille isole
fanno rotta sul filo d'un orizzonte
immaginario.
Stasera ceneremo al buio,
magari cadrà della pioggia
e durante la notte le coperte
ci proteggeranno dai tuoni.
Poi domattina
l'oscillare d'alberi scintillanti,
la voce leggera d'uccelli lontani e
l'odore di fiori che non hanno nome
staranno ancora qui
a soprenderci di nuovo.
 
 * 
Ultima notte di noi due
 
Frammenti di canzoni sul pavimento.
C'è un letto d'argento
nel quieto vento del mattino.
L'incantesimo è
fragile e sottile:
due anime ansimanti
si sfiorano le mani.
   Un treno stasera
   taglierà la notte
   e al di là del mare
   varcherà silenzi
   carichi di sogni.
Le mani si accarezzano
con movimenti leggeri:
languide braci
del fuoco d'un incontro.
Ulula un cane nel profondo.
Sulle finestre
gli ultimi bagliori della luna
disegnano lacrime di cristallo.
 

Addio
 
Notte con gallerie.
Mi porta via
un treno che va
lontano.
Sull'isola che scorre
attraverso i finestrini
galleggia un silenzio cieco.
Sarebbe bello
poterti amare.
 

Luce d'amore
 
Nebbia sulla città:
la realtà è avvolta
da una coltre di fumo.
E io m'illudo d'amore.
 
 *
La rosa
 
Della rosa dell'aurora
alla sera restano soltanto spine:
quel che vive va verso la morte
e non esiste inizio senza fine.
Sei un fiore così straordinario:
come potrei farti morire
tra le pagine della nostra vita?
So che esisti, e questo basta
alla bottiglia del mio tormento
che affido all'oceano dei miei versi:
e il mio amore per te,
che iniziando mi tradirebbe,
fra queste onde vivrà per sempre.
 

Nenia del tormento
 
Se tu sapessi
se tu solo sentissi
quale turbine strazia
il mio cuore.
O mio amore, mia croce,
strappo nel cielo, mio dolore,
ascolta: che rumore!
C'è un vento terribile
che spalanca le mie porte,
scardina tutte le serrature.
Non devi sorridermi più,
ti prego,
non guardarmi neppure:
il saperti vera
attenua e alimenta
il mio tormento.

Marco Marino

Marco Marino - Canto d\

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