Stephane Mallarmè

Poeta francese (1842, Parigi - 1898, Valvins) principe del simbolismo, cercò nella poesia evasione dalla monotonia del quotidiano. La traduzione è fedele al testo e non elude i passi di maggiore oscurità.

 

Il pagliaccio punito

Occhi, laghi e l'ingenua mia ebbrezza, rinascere
altro dall'istrione io ch'evocavo col gesto
qual piuma la turpe fuliggine dei candelabri,
nel muro di tela ho sfondato una finestra.

Con gambe e braccia limpido nuotatore
e traditore, a scatti frequenti, negando
il tristo Amleto, è inaugurare nell'onda
mille sepolcri a sparirvi vergine dentro

Ilare oro di cembalo a colpi di pugno eccitato,
il sole d'un tratto percuote la nudità che pura
s'era esalata dalla mia madreperlacea freschezza.

Notte della pelle, stantia, quando su me passavate
e, ingarto! ignoravo che era il mio unico crisma
quel bistro nell'acqua di crudi ghiacciai sprofondato.


Trad. Luciana Frezza

 

 

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