Jorge de Sena

 

È uno degli esponenti di maggior rilievo della poesia portoghese contemporanea, giunta oggi a una fioritura che l'ha imposta stabilmente, per il suo significato, nel mondo.

Fin dagli esordi il poeta ebbe coscienza piena della necessità di superare un'espressione ufficiale consacrata di disimpegno, quella della generazione affermatasi sotto la dittatura salazariana.

Egli rifiutò con amarezza la serenità dei colleghi più anziani e per primo inaugurò le inquietudini della poesia nuova. Di lui è stato scritto che negli anni 40 fu il poeta che "interrogandosi interrogava qualcosa di intellegibile, in un universo agitato, tragico e ambiguo ". A lui spetta "la proposta poetica di questa scienza esistenziale di un vivere alterabile, che nel suo stesso dubbio, di Dio, delle idee e degli uomini, aveva la certezza della sua dignità. Dove Fernando Pessoa aveva avuto un'ironica prescienza, Sena sarebbe arrivato ad avere, o a esigere, in un diverso impegno di vita senza humor, una scienza, quantunque incerta.

Dal ripudio della tradizione lirica provinciale, dell'erotismo infantile, del populismo ingenuo e intimista, Sena perviene a un senso austero della dignità umana, fedeltà tanto strenua quanto terribilmente impegnativa a livello esistenziale.

Preistoria

Ogni volta che offro a qualcuno l'alimento imponderabile, (così fluttuante nei cervelli semplici donde la terra trasuda limacciosa c'è una gelida complicazione sopra la convivenza, tutto si ritrae verso notti placide dove gli echi non realizzano formule ne sono appena fari di pozzanghere separate: su palafitte, in esse, vari villaggi lacustri, sul tetto delle capanne una paglia sottile in cui l'identità non s inaridisce. Fluttua la mia offerta si aggrappa alle canoe immobili, vischiosa come bava del lago che persiste nella tenebra, mentre il fumo sale su dai fari accesi incontro al trasudare del firmamento limpido.

Circostanziale

Entro le pieghe tristi della Terra, sull'orlo dei più stretti marciapiedi, nel concavo dei laghi infiniti, si son seduti gli ultimi bambini. Solo i peggiori piangono e la fila li serra. Gli altri - scarmigliati, gli occhi fissi nell'aria, dita fisse in terra... grida rimaste... e le lacrime intere che non cadono giù... - gli altri induriscono e odieranno la pelle sconosciuta, povera pelle nata dopo loro... Aumenta di silenzio contro il vento il singhiozzo dei deboli.. e è più lento...  Sentono... In sogno... Essa è nata con loro!

 
Jorge de Sena

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