John Milton
"È questo il Luogo, la Terra, il Suolo"
Disse allora l'Arcangelo perduto, "questo
il seggio
Che abbiamo ottenuto a cambio del Cielo?-
questa lugubre oscurità
In cambio di quella luce celestiale? E sia, giacché Colui
Che adesso è Sovrano può disporre e
decidere
Ciò che dev'essere giusto: tanto meglio
più è lontano da lui,
La cui ragione eguaglia, e la cui sola
forza ha reso supremo
Sui suoi eguali. Addio, Campi felici,
Ove la gioia sempre s'intrattiene!
Salute, orrori! salute,
Mondo Infernale! e tu, profondissimo
Tartaro,
Accogli il tuo nuovo Padrone - qualcuno
che reca
un pensiero che non ha da cambiare per il
Tempo o il Luogo.
Il pensiero è luogo a se stesso, ed esso
stesso
Rende Paradiso l'Inferno, Inferno il
Paradiso.
Che importa il luogo, se io sarò ancora
me stesso,
E cosa mai dovrei essere, tutto e pur
meno di Colui
Che il Tuono ha reso grande? qui almeno
Saremo liberi; l'Onnipotente non ha
edificato
questo luogo per chi lo invidia, non ci
ha portati qui:
Qui regneremo sicuri; ed io ho scelto
Il regnare, degna ambizione, seppur nell'Inferno:
Meglio regnare all'Inferno che servire
nel Paradi
Tratta da "Il paradiso perduto"
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