Il nome della Rosa di Umberto

 

 

Il romanzo abbraccia, in chiave moderna, ciò che sarebbe potuto accadere nel medio evo, se questa storia fosse realmente accaduta. L’autore ripercorre, in uno spaccato, ciò che è stata quest’epoca, facendoci rivisitare i momenti che hanno segnato la storia, soprattutto le lotte avvenute tra i rappresentanti delle varie fratellanze.

 

Un mondo fatto di particolari come le lotte per la povertà o l’inquisizione contro i fratelli, da un lato, e dall'altro la visione di Dio contrapposta al gusto della passione e alle ragioni morali e materiali sono gli avvenimenti politici e teologici registrati dalla voce narrante, dell’allora adolescente Adso, oggi monaco ottantenne giunto quasi alla fine della sua vita.
Il racconto inizia sul finire dell’anno del Signore 1327 in una Abbazia benedettina dell’Italia settentrionale, piccola ma abbastanza ricca. 150 sono i famigli che asservono i 60 monaci.
e Frate Guglielmo da Barskeville, accompagnato dal novizio benedettino del monastero di Melk Adso, suo scrivano e discepolo. Vi si reca perché è incaricato di risolvere l’enigma dell’oscura morte del giovane monaco Adelmo.
Chi l’ha ucciso? Potrebbe essere una forza soprannaturale o una ragione infernale che può aver spinto un monaco ad uccidere un confratello.
Frate Guglielmo, uomo anziano, saggio ed anche acuto, è mosso dall’unico desiderio di verità , non solo per il fascino della parola ma per quello della mente. In lui c’è una salda volontà, nonostante i suoi cinquant\'anni si muove con agilità incredibile e la sua energia diventa inesauribile appena viene colto da un eccesso di attività. A suo tempo era stato un componente della Santa Inquisizione L’inquisizione in quel tempo era una potente arma di potere e questo in qualche maniera condiziona la scelta della sua vita.
La presenza di quest’uomo, anticipatrice di quello che sarebbe stata una modernità ancora lontana, non muta il corso degli eventi che con matematici inquietante si susseguono uno dietro l’altro.
L’abbazia è ormai un palcoscenico di eventi sempre più sanguinosi e protagonista comune degli eventi sembra essere diventata la biblioteca del posto; il cui accesso è solo consentito al bibliotecario ed al suo aiutante. Nessuno ha il permesso di accedere, tanto meno Guglielmo. La biblioteca contiene dei preziosi ed introvabili manoscritti e, l’ordine dei monaci, crescendo intorno al doppio comandamento della preghiera e del lavoro, fa luce su tutto il mondo conosciuto, riserva di sapere che minaccia di scomparire.
Solo il bibliotecario oltre l’Abate (che diventa Abate dopo essere stato bibliotecario) conosce il suo segreto. Oltre lui solo l’aiuto bibliotecario viene istruito in modo che la morte del bibliotecario non lo sorprende, privandolo di quel suo segreto.
Oltre il bibliotecario oltre a sapere, ha il diritto di muoversi nel labirinto dei libri e solo lui sa dove trovarli e dove riporli.
Gli altri monaci lavorano nello scriptorium e possono conoscere l’elenco dei libri.
Attorno ad un libro scomparso si avvicendano le morti di chi ne ha avuto a che fare.
A violare il segreto della biblioteca sono i due frati, Guglielmo e Adso introdottisi riescono a carpirne tutti i segreti e a ricostruire una mappa.

Carla Russello

 

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