Giovanni Prati

 

In che?

 

In che poni i tuoi sogni? in che le altere
tue speranze, o mio cor, se foglia a foglia
l'albero della vita si dispoglia,
e ne' tristi occhi nostri il mondo pere?
Cose ignote sapesti; e del sapere
tu vedi or bene com'altro non si coglia
che un fascio d'ombre, e su la nostra soglia
crepiti stanco l'ultimo doppiere.

Tu vedi or ben come la vita e' poca
e amara l'opra, e come il sol s'attrista,
rughe sfiorando e nevicate chiome.
Credi, più sa chi la sua parte invoca
del sonno immenso, a liberar la vista
da fantasmi bugiardi e senza nome.

da "Psiche"(1876)


Autore: Giovanni Prati (1814, Campomaggiore (TN)- Roma 1884)
Note: il poeta fu imprigionato per il suo patriottismo
dagli Austriaci; in seguito fu persegiutato dai
repubblicani per la sua fedelta' alla casa Savoia.
Opere: la novella "Edmenegarda"(1841), i "Canti popolari"
(1843), le raccolte "Psiche" (1876) e "Iside" (1878).

Giovanni Prati

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