Giovanni Pascoli (1855-1912)

 

Nasce nel 1855 a S. Mauro di Romagna da modesta famiglia: il padre è amministratore di una tenuta dei principi di Torlonia. Il 10 agosto del 1867 il padre, mentre ritorna a casa, viene assassinato: iniziano le difficoltà economiche per la famiglia, infatti la madre rimane vedova con sette figli ancora bambini.

L'anno seguente muoiono la madre e la sorella maggiore. Intanto Giovanni continua gli studi presso un collegio diretto dagli Scolopi di Urbino.

Finiti gli studi liceali, in un concorso di borse di studio, si classifica primo (lo esamina Carducci) e si può così iscrivere alla facoltà di lettere.

Nel 1876 ci sono altri lutti in famiglia: muore il fratello Giacomo. A queste tristi esperienze che provocano in lui un senso di rivolta è in parte dovuto l'accostamento alle idee anarchico-socialiste di Andrea Costa.

Nel 1879 viene arrestato per aver partecipato ad una dimostrazione anarchica: al processo viene dichiarato innocente, ma l'esperienza del carcere ha inciso profondamente sulla sua formazione e lo ha orientato verso una dolorosa rassegnazione. Nel 1882 si laurea e nel 1897 ottiene la cattedra di letteratura a Messina.

Nel 1903 passa all'università di Pisa, e quattro anni dopo succede al Carducci all'università di Bologna.Muore nel 1912 a Bologna.

 

POETICA

La poetica del fanciullino: In un suo scritto famoso, "Il fanciullino", Pascoli definisce ampiamente la sua poetica.
La poesia non è "logos", cioè razionalità, ma consiste in una perenne capacità di stupore tutta infantile, in una disposizione irrazionale che permangono dentro l'uomo anche quando si è cronologicamente lontani dall'infanzia. Il poeta viene paragonato al fanciullino che si mette di fronte alla realtà rendendo inattiva la ragione: sa attribuire significati alle cose che lo circondano, estremamente soggettivi. Il poeta, come il bambino, secondo Pascoli, è privo di malvagità, è caratterizzato dalla condizione di stupore e dalla capacità di riflettere i propri stati d'animo nelle piccole cose.

Il poeta-fanciullino è una figura astratta perchè non tutti i fanciulli sono buoni e, imperfetta in quanto il poeta non riuscirà mai pienamente nel suo tentativo di tornare bambino.

Questo fanciullino "...alla luce sogna o sembra sognare ricordando cose non vedute mai... parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle; popola l'ombra di fantasmi ed il cielo di dei...". Il fanciullino "...impicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare e... adatta il nome della cosa più grande alla più piccola, e viceversa..."."...
Il nuovo non si inventa: si scopre..." e la poesia consiste nel trovare nelle cose "il loro sorriso e la loro lacrima; e ciò si fa da due occhi infantili che guardano semplicemente e serenamente di tra l'oscuro tumulto della nostra anima...".

 
Giovanni Pascoli

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