Carducci GiosuèPoeta e critico letterario. Nato a Val di Castello nel 1835 e morto a Bologna nel 1907, trascorse la sua fanciullezza in Maremma, a seguito del padre che era medico, poi nel 1849 la famiglia si trasferì a Firenze. Qui iniziò gli studi che completò laureandosi, a ventuno anni, in filosofia e filologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegnò subito dopo nel ginnasio di San Miniato al Tedesco. In quegli anni, suicidatosi il fratello Dante e morto il padre, Carducci decise di prender moglie: ebbe tre figlie e un figlio, Dante, che morì in tenera età.Nel 1860, a 25 anni, fu nominato professore di letteratura italiana all’università di Bologna, dove insegnò fino al 1904. Nel 1906 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, primo tra gli scrittori italiani. Fu contrario al languido e sentimentale Romanticismo del secondo Ottocento, ma in realtà ne fu il continuatore nella sua tendenza realistica, ricca di motivi naturalistici e di liriche della memoria, dedicate agli affetti familiari ed ai ricordi dell’infanzia. Mentre era ancora in vita fu considerato il maggior poeta italiano, il "vate" della Nazione. Le opere di Carducci sono state pubblicate in trenta volumi, a cui vanno aggiunti i ventuno volumi dell’epistolario. Poesia: Juvenilia, Levia gravia, Giambi ed epodi, Rime nuove, Odi barbare, Rime e ritmi; Prosa: Confessioni e battaglie, Epistolario; Critica: Saggi su Dante, Commenti al Poliziano ed al Petrarca, Parini minore e Parini maggiore. |