sponsor.gif (28743 byte)


LA STORIA DELLA DANZA RACCONTATA DA WALTER VENDITTI

La nascita del balletto è strettamente legata 
alla musica e al canto

danza.jpg (207611 byte)

Ma d’allora in poi essa diverrà arte e sarà balletto.

Solo allora cesserà d’essere imitativa, collettiva e religiosa e diventerà una creazione a se stante.

Con il Rinascimento, l’uomo diverrà creatore di ritmi per la danza ed effettivamente la danza diverrà balletto.

La nascita del balletto è strettamente legata alla musica e al canto.

L’età rinascimentale è il periodo aureo per tutte le arti, ma è anche il periodo in cui avviene la stesura dei primi manoscritti sulla danza, la più parte inediti.

Ne esistono otto, tre si trovano nella Biblioteca Nazionale di Parigi, gli altri in Italia. Gli autori si chiamano Domenico da Ferrara detto il Cavalier Piacentino, Guglielmo Ebreo e Antonio Cornazano.danza1.jpg (60856 byte)

Questi maestri avranno il merito enormemente grande di donare alla danza uno stile, di fare della danza un’arte ed è giusto dire che la danza nasce in Italia.

Il 1400 è il secolo d’oro anche per le arie di danza; il popolo canta e danza per le strade e i signori, nei loro palazzi, sui ritmi delle canzoni per ballo, eseguono già passi tradizionali molto variati.

L’evoluzione della danza presso le corti sarà appannaggio della Lombardia, del Veneto e dell’Italia del Nord dove le corti dei principi e dei signori danno la possibilità ai maestri di danza di applicare le loro teorie e il loro estro.

Essi usano dei ritmi popolari sforzandosi nelle loro creazioni di definire i passi, di delimitare lo spazio e il terreno per la danza, principio essenziale per la coreografia.

Essi, soprattutto, stabiliscono una concordanza intima tra il ritmo e la danza adottando la combinazione classica di una prima danza lenta con una seconda veloce.

Per la prima volta troviamo la parola balletto applicata ad una composizione (Il Male Grazioso), un trattato di danza che si trova alla Biblioteca Comunale di Siena.

Il testo comprende quattrocentoventotto fogli nei quali vengono descritte numerose danze con molti passi di danza.

In tutti i trattati di danza di cui si dà cenno, un principio è già fissato, che non è la mimica a dare l’espressione alla danza, ma è la medesima che deve divenire espressiva per mezzo dei movimenti nel discorso coreografico.

Principio base della danza accademica che, nel corso dei secoli, dovrà lottare periodicamente contro l’intrusione troppo invadente della pantomima tendente a travisare il suo vero carattere.

 

Torna alla sezione della Danza