Ma dallora in poi essa diverrà arte e sarà
balletto.
Solo allora cesserà dessere imitativa, collettiva e
religiosa e diventerà una creazione a se stante.
Con il Rinascimento, luomo diverrà creatore di ritmi
per la danza ed effettivamente la danza diverrà balletto.
La nascita del balletto è strettamente legata alla musica
e al canto.
Letà rinascimentale è il periodo aureo per tutte le
arti, ma è anche il periodo in cui avviene la stesura dei primi manoscritti sulla danza,
la più parte inediti.
Ne esistono otto, tre si trovano nella Biblioteca Nazionale
di Parigi, gli altri in Italia. Gli autori si chiamano Domenico da Ferrara detto il
Cavalier Piacentino, Guglielmo Ebreo e Antonio Cornazano.
Questi maestri avranno il merito enormemente grande di
donare alla danza uno stile, di fare della danza unarte ed è giusto dire che la
danza nasce in Italia.
Il 1400 è il secolo doro anche per le arie di danza;
il popolo canta e danza per le strade e i signori, nei loro palazzi, sui ritmi delle
canzoni per ballo, eseguono già passi tradizionali molto variati.
Levoluzione della danza presso le corti sarà
appannaggio della Lombardia, del Veneto e dellItalia del Nord dove le corti dei
principi e dei signori danno la possibilità ai maestri di danza di applicare le loro
teorie e il loro estro.
Essi usano dei ritmi popolari sforzandosi nelle loro
creazioni di definire i passi, di delimitare lo spazio e il terreno per la danza,
principio essenziale per la coreografia.
Essi, soprattutto, stabiliscono una concordanza intima tra
il ritmo e la danza adottando la combinazione classica di una prima danza lenta con una
seconda veloce.
Per la prima volta troviamo la parola balletto applicata
ad una composizione (Il Male Grazioso), un trattato di danza che si trova alla
Biblioteca Comunale di Siena.
Il testo comprende quattrocentoventotto fogli nei quali
vengono descritte numerose danze con molti passi di danza.
In tutti i trattati di danza di cui si dà cenno, un
principio è già fissato, che non è la mimica a dare lespressione alla danza, ma
è la medesima che deve divenire espressiva per mezzo dei movimenti nel discorso
coreografico.
Principio base della danza accademica che, nel corso dei
secoli, dovrà lottare periodicamente contro lintrusione troppo invadente della
pantomima tendente a travisare il suo vero carattere.
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