Antica danza in tempo temano a
movimento vivace, forse derivata dalla Gagliarda, danzata a coppie e caratterizzata dal
fatto che il ballerino doveva ad un certo punto far volteggiare la dama, sollevandola da
terra e riponendovela velocemente per non perdere il ritmo.
Fu in voga nel secolo XVI e XVII in Italia e in Francia (soprattutto in Provenza) in
seguito anche in Germania e in Inghilterra.
Il nome Volta indica l'origine e il carattere della danza.
Sembra fosse importata dai paesi transalpini ma fu anche denominata "la
Romanesca" (da Roma, non Romana). La Gagliarda e la Volta furono bene appropriate al
gusto dell'epoca rinascimentale addicendosi alle parti galanti e guerriere. Non potevano
essere danzate che da cavalieri agili e vigorosi, perché richiedevano una forza
straordinaria per eseguire completamente le regole di questa coreografia muscolare
"qui l'uomo fa girare più volte la dama e poi lui deve fare un salto e una cabriole
in aria".
La Volta non brillava per la sua decenza. Era in uso alla Corte di Francia, nelle sue
feste caratterizzate da una certa licenziosità, essendo frequentate da cortigiani e
cortigiane. Marguerite de France è stata una "volteuse" di molta rinomanza. Del
resto ella eccelleva in tutte le danze del suo tempo, la Pavana, il Branle, la Courante e
l'Allemanda. Testimonia il Dùca d'Anjou riferendosi a questa danza: "Henri III si
prese una forte passione per Maria de Clèves durante l'esecuzione d'una Volta ove si
distinsero tutti e due con molto successo".
In Inghilterra la Volta costituiva già prima del 1600 una parte stabile delle lezioni di
danza, come appare nell'Enrico V di Shakespeare. Fu la danza preferita di Elisabetta I
d'Inghilterra.
In Germania è documentata da alcune incisioni del 1538 di H. Aldegrever.
Probabilmente diede origine al Valzer.
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