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Walter Venditti: "La storia della danza"

 

LA PAVANA

 

     Dopo Caterina dei Medici, la Pavana ebbe la funzione di collegare tra di loro ah~une danze quali l'Antiquaille, le Tricolet, la Bacone, la Morisque e il Branle.
Questa danza grave del secolo XVI ècerto una delle più antiche fra quelle classificate col nome di danze nobili. Essa infatti fin dalla sua origine venne eseguita nelle corti principesche, nei corteggi signorili, in tutte le occasioni solenni.
La Pavana ebbe probabilmente due origini; qualche storiografo la vuole far venire dalla Spagna, altri sostengono che la prima esecuzione ebbe luogo a Padova donde il nome di Paduana e poi Pavana.
Thoinot-Arbeau ci lasciò la scrittura della Pavana nella preziosa Orchesografie. Dal canzoniere di Langres noi apprendiamo che esistono altre due Pavane: la Pavana ordinaria e la Pàvana de Espagna.
La Pavana fu una danza piena di nobiltà e di maestosità che si meritò il nome di "grand bal".

I gentiluomini la danzavano con la testa coperta, con la cappa e la spada, le genti di giustizia con le lunghe vesti, i principi con i loro grandi mantelli e così pure le dame, per la Pavana, abbassarono le loro lunghe gonne a strascico.
Altro significato etimologico del nome di Pavana viene dallo scritto: "I cavalieri arrotondavano le braccia sulla cappa e appoggiando le mani sulla guardia della loro spada facevano sollevare il mantello per il didietro cercando di fare la riproduzione della tuo-
ta del pavone. La Pavana divenne, per quel tempo, la danza nazionale degli spagnoli sino al punto che quando si doveva celebrare o festeggiare una ricorrenza nazionale o religiosa essa veniva eseguita persino nelle chiese oltreché a Corte.
Scrive Castil Blaze, che dal 1810 al 1813 nel giorno di tutti i Santi, a Siviglia, dodici giovani danzavano la Pavana dentro le chiese davanti al SS. Sacramento; dopo quattro ore altri dodici danzatori si alternavano ai primi e così via.

Queste danze venivano prolungate per tutta la durata dell'esposizione dell'Ostia Sacra.
La Pavana de Espagna, si ballava sopra una misura assai lenta,coni costumi spagnoli e colla spada al fianco. Sembra essere stata la danza favorita dei balli del tetro palazzo dell'Escuriale, dove il riso e la giocondità venivano soffocati da una corte grave e compassata, sinistro riflesso dell'orgoglio castigliano, strano contrasto colla spigliata gaiezza dei costumi del popolo iberico.
La Pavana era improntata a grande nobiltà e maesta.
Fu in seguito introdotta nella corte di Francia, ed ebbe a subire delle modifiche che ne moderarono alquanto la solenne gravità. Alla corte di Francia si introdusse anche l'accompagnamento del tamburello.
Questo accompagnamento, sempre il medesimo (una lunga sul tempo forte, due brevi sul tempo in levare), faceva contrasto per la sua persistenza ritmica col canto della Pavana che poteva variare senza che il tamburello mutasse il suo accompagnamento vi furono introdotti "parecchi o più tondi di piede, dei passaggi, delle infiorettature, dei tagli di piede per moderare la triste gravità della danza. Vero è che sotto l'influenza spagnola essa riprese il suo primo carattere, e prima di andare in disuso essa fu tenuta in grande onore alla corte di Luigi XIV.

Il fratello di Castil Blaze, prete lui medesimo, dice aver visto esempi di coreografia religiosa senza uguali eseguiti in varie città della Spagna.

Questa usanza passò poi anche nel Messico che in quel tempo faceva parte dell'Impero spagnolo.

In Francia, pare che questa usanza non fosse diffusa salvo che in alcune feste religiose, nella città di Autun e nella festa detta della "Madre Pazza".
La Pavana, diffusa come danza di cerimonia, è di andamento lento e ritmo binario ed è articolata in tre sezioni nettamente distinte ciascuna delle quali viene ripetuta.
Se ne hanno numerosi esempi nelle composizioni strumentali del XVI -XVII secolo. Di solito veniva seguita da una Gagliarda.
Più tardi nella Suite, queste due danze vennero sostituite dalla Sarabanda e dalla Giga.
Dalla Pavana derivò in parte la Canzone, che diede origine verso la fine del XVIII secolo al largo iniziale della Ouverture francese.
In epoca moderna ha trovato la sua massima realizzazione nella composizione di Maurice Ravel (Pavane pour une Infante defuncte).

 

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