Dopo Caterina dei
Medici, la Pavana ebbe la funzione di collegare tra di loro ah~une danze quali
l'Antiquaille, le Tricolet, la Bacone, la Morisque e il Branle.
Questa danza grave del secolo XVI ècerto una delle più antiche fra quelle classificate
col nome di danze nobili. Essa infatti fin dalla sua origine venne eseguita nelle corti
principesche, nei corteggi signorili, in tutte le occasioni solenni.
La Pavana ebbe probabilmente due origini; qualche storiografo la vuole far venire dalla
Spagna, altri sostengono che la prima esecuzione ebbe luogo a Padova donde il nome di
Paduana e poi Pavana.
Thoinot-Arbeau ci lasciò la scrittura della Pavana nella preziosa Orchesografie. Dal
canzoniere di Langres noi apprendiamo che esistono altre due Pavane: la Pavana ordinaria e
la Pàvana de Espagna.
La Pavana fu una danza piena di nobiltà e di maestosità che si meritò il nome di
"grand bal".
I gentiluomini la danzavano con la testa coperta, con la
cappa e la spada, le genti di giustizia con le lunghe vesti, i principi con i loro grandi
mantelli e così pure le dame, per la Pavana, abbassarono le loro lunghe gonne a
strascico.
Altro significato etimologico del nome di Pavana viene dallo scritto: "I cavalieri
arrotondavano le braccia sulla cappa e appoggiando le mani sulla guardia della loro spada
facevano sollevare il mantello per il didietro cercando di fare la riproduzione della tuo-
ta del pavone. La Pavana divenne, per quel tempo, la danza nazionale degli spagnoli sino
al punto che quando si doveva celebrare o festeggiare una ricorrenza nazionale o religiosa
essa veniva eseguita persino nelle chiese oltreché a Corte.
Scrive Castil Blaze, che dal 1810 al 1813 nel giorno di tutti i Santi, a Siviglia, dodici
giovani danzavano la Pavana dentro le chiese davanti al SS. Sacramento; dopo quattro ore
altri dodici danzatori si alternavano ai primi e così via.
Queste danze venivano prolungate per tutta la durata
dell'esposizione dell'Ostia Sacra.
La Pavana de Espagna, si ballava sopra una misura assai lenta,coni costumi spagnoli e
colla spada al fianco. Sembra essere stata la danza favorita dei balli del tetro palazzo
dell'Escuriale, dove il riso e la giocondità venivano soffocati da una corte grave e
compassata, sinistro riflesso dell'orgoglio castigliano, strano contrasto colla spigliata
gaiezza dei costumi del popolo iberico.
La Pavana era improntata a grande nobiltà e maesta.
Fu in seguito introdotta nella corte di Francia, ed ebbe a subire delle modifiche che ne
moderarono alquanto la solenne gravità. Alla corte di Francia si introdusse anche
l'accompagnamento del tamburello.
Questo accompagnamento, sempre il medesimo (una lunga sul tempo forte, due brevi sul tempo
in levare), faceva contrasto per la sua persistenza ritmica col canto della Pavana che
poteva variare senza che il tamburello mutasse il suo accompagnamento vi furono introdotti
"parecchi o più tondi di piede, dei passaggi, delle infiorettature, dei tagli di
piede per moderare la triste gravità della danza. Vero è che sotto l'influenza spagnola
essa riprese il suo primo carattere, e prima di andare in disuso essa fu tenuta in grande
onore alla corte di Luigi XIV.
Il fratello di Castil Blaze, prete lui medesimo, dice aver
visto esempi di coreografia religiosa senza uguali eseguiti in varie città della Spagna.
Questa usanza passò poi anche nel Messico che in quel
tempo faceva parte dell'Impero spagnolo.
In Francia, pare che questa usanza non fosse diffusa salvo
che in alcune feste religiose, nella città di Autun e nella festa detta della "Madre
Pazza".
La Pavana, diffusa come danza di cerimonia, è di andamento lento e ritmo binario ed è
articolata in tre sezioni nettamente distinte ciascuna delle quali viene ripetuta.
Se ne hanno numerosi esempi nelle composizioni strumentali del XVI -XVII secolo. Di solito
veniva seguita da una Gagliarda.
Più tardi nella Suite, queste due danze vennero sostituite dalla Sarabanda e dalla Giga.
Dalla Pavana derivò in parte la Canzone, che diede origine verso la fine del XVIII secolo
al largo iniziale della Ouverture francese.
In epoca moderna ha trovato la sua massima realizzazione nella composizione di Maurice
Ravel (Pavane pour une Infante defuncte).
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