Il minuetto era considerato dai
nostri padri come l'espressione più gentile della più elegante fra le danze. Esso era
ritenuto un completamento indispensabile dell'educazione, poiché quando una persona
sapeva ballare bene il minuetto, acquistava grazia in qualsiasi cosa egli facesse.
Certamente per ballano bene era mestieri applicarvisi. (Dice J.J. Rousseau: "je n' ai
jamais appris à danser un menuet").
Il carattere di cotesta danza grave, figurata è di una
elegante e nobile semplicità: il movimento è piuttosto moderato; certo è il meno vivace
di tutti i generi di danza.
Il minuetto, così denominato a cagione dei piccoli passi che si facevano per ballarlo
(pas menus), lo si ritiene originario del Poitou.
Alcuni pretendono che ne sia l'inventore il fiorentino G.B.
Lulli, e che Luigi XIV abbia ballato per primo codesto minuetto a Versailles; certo è che
nel 1633 Luigi XIV ballava un minuetto di cui la musica era stata composta per lui dal
Lulli.
Codesta elegante e nobile danza divenne celebre durante il secolo XVII e XVIII nel quale
essa tenne il primo posto.
Un autore del principio del XVIII secolo scrive che la vista di una bella dama che danzava
il minuetto, per la semplicità, per la nobiltà, per la grazia delle posizioni bastava a
far girare tutte le teste.
Il minuetto fu reso più facile ad eseguirsi dai ballerini novizi, grazie al Pécourt,
artista celebre dell'Opera (Pécourt debuttò nel 1674 e morì nel 1729).
Egli ridusse le posizioni della figura à due movimenti, il
minuetto divenne la danza abituale e indispensabile per ogni giovane ben educato. Come i
branles, la corrente, la gavotta, il minuetto era eseguito tanto alla Corte quanto in
teatro, tanto nei balli ordinari quanto in quelli in maschera.
Questa danza come tante altre andò in disuso, passando
allo stato di danza classica.
Come tutte le danze, il Minuetto ha avuto origine popolaresca ed è soltanto dopo lunga
evoluzione che si è idealizzato ed è passato nella creazione d'arte. Ciò spiega la
differenza e la pluralità e varietà dei caratteri nel suo movimento: lento, moderato,
grazioso, allegretto, vigoroso e pesante.
Si trova frequentemente nelle suites e nei divertissements
del Sei-Settecento.
Entrato a far parte della sonata e della sinfonia sin dal
loro apparire, è in genere il terzo dei quattro movimenti, sostituito poi da Beethoven
con lo scherzo. In tempo di 3/4 con un tempo in levare facoltativo, composto di due
sezioni, è quasi sempre seguito da un minuetto Il o trio.
Esso apparve verso il 1650 ed ebbe gran voga in Francia
alla corte di Luigi XIV, soprattutto per merito di Lulli che lo introdusse in opere e
balletti. In origine era una danza solistica, in seguito venne danzato in coppia o più
coppie. In tempo temano, di movimento sempre più rapido sino a stabilizzarsi nella metà
del Settecento in allegro moderato.
In tutte le partiture troviamo una grande quantità di minuetti e di gavotte; solo che il
minuetto ha resistito alla moda per lungo tempo fra tutte le danze della sua epoca.
L'abate Brossard sostiene che questa danza venisse dal
Poitou. Certo è che nel XVIII secolo il minuetto venne considerato la danza per
eccellenza e sotto Luigi XIV possiamo considerarlo come la danza nazionale di corte.
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