Desidero dedicare questa piccola raccolta
di notizie, aneddoti, curiosità e discordanti interpretazioni sulla storia delle danze
antiche, a tutti coloro che con grande sacrificio e dispendio di energie fisiche e
intellettive seguono levolversi della danza. La dedico anche a tutti coloro che si
avvicinano a questo mondo tutto particolare, dove il reale si sposa con la fantasia
trasportando lindividuo in una dimensione dove tutto è possibile.
Sono trascorsi tanti anni da quando iniziai lo studio della danza
accademica presso il Teatro Reale dellOpera di Roma nel lontano 1936.
Tanta esperienza accumulata in questo arco di tempo spero di
trasmetterla a tutti voi come fecero con me i miei maestri che qui desidero ricordare in
modo particolare: Ettore Caorsi, Aurell Miloss, Esmée Bulnes, Irina Udova, Georges
Balanchine, Leonida Massine, Boris Romanov.
A tutti costoro e ad altri debbo tanta riconoscenza e gratitudine per
avermi, con il loro sapere, infuso lamore per questarte sublime.
Walter
Venditti
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QUEL MERAVIGLIOSO MOVIMENTO CHE
SI CHIAMA "DANZA
«Polimnia, madre della Danza, fa muovere le sue mani e nel silenzio
disegna una immagine imitativa della voce, esprimendo con le sue mani un personaggio pieno
di saggezza».
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Il 1400 è il secolo doro anche per le arie di danza; il popolo canta e danza
per le strade e i signori, nei loro palazzi, sui ritmi delle canzoni per ballo, eseguono
già passi tradizionali molto variati.
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può vantare danze molto belle e interessanti, frutto di una cultura e
di una tradizione lontane nel tempo. Le danze folcloristiche vengono trasmesse da una
generazione allaltra, e si presentano sempre con un ritmo e una forma fissi.
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È entusiasmante leggere le varie cronache di feste, di balletti organizzati in Italia
e in Europa per onorare questo o quel principe o ambasciatore, per matrimoni e feste
religiose eccetera.
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È dovere ricordare che anche i più
celebri maitres à danser formavano una corporazione annessa a quella dei suonatori di
violino.
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Fu per lItalia uno dei secoli più
tormentato e più difficile di tutta la storia, ma fu nel tempo stesso il secolo nel quale
i grandi ingegni, le grandi menti, gli uomini di scienza e di cultura con le loro forti
personalità produssero opere grandi, meravigliose, irripetibili.
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Il castello di Sceaux definito la
Versailles in miniatura Incisione di Aveline (Parigi, Biblioteca Nazionale)
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* "Scaramouche"
interpretato da M. Dubreil, 1665.
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I PERSONAGGI STORICI
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Ci piace ora qui riportare una definizione
di Guglielmo Ebreo sullarte di danzare: "Larte del ballo dona graziosa
presenza, begli atteggiamenti, nobile portamento, soave andatura, movimenti sciolti e
leggeri: il ballo insomma è lo studio della personale leggeda, il nemico dogni
goffaggine e costituisce una delle più degne parti della ginnastica".
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Nella Aura Soave, il Caroso pone come primo pezzo un tempo grave a 2/4, seguito da una
gagliarda a 6/4, da un saltarello a 3/8 e da un canano a 3/8.
Jean Ballon (1676-1 739). Discendeva da una famiglia
di danzatori che lavorarono ininterrottamente allAcadémie Royale de France fin dal
secolo XVII
I MAESTRI DI DANZA MILANESI Francesco
Legnano - Virgilio Bracesco - Giò Pietro Fabianino, detto Ruffino - Martino da Asso
- Giò Battista Varade milanese, detto il Cibrè - Giovan Francesco Giera - Giovanni
Ambrogio
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DANZE
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BALLI E BALLETTI
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La storia della danza è parte integrante della storia del
teatro.
Siamo oggi a conoscenza di quanto veniva espresso nel balletto d'azione in cui
s'impiegavano i gesti per esprimere, attraverso la danza, tutti gli effetti dei
sentimenti: amore, gelosia, disperazione, gaiezza, spensieratezza.
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